Ron DeSantis, chi è il possibile prossimo presidente americano

Ron DeSantis, chi è il possibile prossimo presidente americano

Chi è Ron DeSantis? Meglio chiederselo già da ora, perché potrebbe essere il prossimo presidente degli Stati Uniti. Ma facciamo un passo indietro.

L’onda rossa repubblicana che avrebbe dovuto travolgere Joe Biden nelle elezioni di Mid-term tenutesi martedì scorso non si è verificata. Se è vero che il presidente in carica ha perso la Camera – diventando ciò che in gergo politico americano si definisce “anatra zoppa” – tutto sommato non ha subito una pesante sconfitta. Mentre per il Senato c’è bisogno del ballottaggio.

A pesare sulla mancata spallata pesante del Partito repubblicano sicuramente i guai giudiziari che ancora riguardano Donald Trump, il quale non ha avuto ancora la possibilità di riprendersi il partito. Complici le inchieste in corso sull’assalto di Capital Hill e i documenti riservati portati al residence di Mar-a-Lago.

Se la buona notizia potrebbe essere il ritorno su Twitter dopo l’arrivo di Elon Musk alla guida del canarino blu, per Trump c’è un’altra grana da affrontare: Ron DeSantis, suo ex pupillo ma che ora potrebbe soffiargli la guida del partito. Tanto che ad un gruppo di giornalisti ha già minacciato di dire “cose che non sono belle sul suo conto. So di lui più di chiunque altro, forse più di sua moglie

Vediamo chi è Ron DeSantis.

Chi è Ron DeSantis

Come riporta SkyTg24, all’anagrafe Ronald Dion DeSantis, è un ex militare e attuale governatore della Florida. Carica che ricopre dal 2019.

E’ nato a Jacksonville, il 14 settembre 1978. Ha origini italiane: una sua trisavola emigrò negli Stati Uniti da Castelfranci, comune in provincia di Avellino, oltre un secolo fa, nel 1917. Si è laureato in legge ad Harvard e poi si è arruolato in marina: entra prima nei JAG e lavora a Guantánamo e in Iraq. E’ stato poi congedato nel 2010.

Dopo l’esperienza sul campo, inizia ad insegnare diritto militare all’università ma intraprende anche la carriera politica nelle fila del partito repubblicano. Il successo è fulminante: nel 2012 viene eletto alla Camera. Dopo aver vinto le primarie repubblicane, nel 2018 si candida a governatore della Florida, venendo eletto il 6 novembre con il 49,6% dei voti.

DeSantis potrebbe essere considerato un “Kennedy repubblicano”, almeno per quanto concerne la telegenia del suo quadro familiare: sposato dal 2010 con l’affascinante Casey Black, ex conduttrice televisiva, hanno 3 figli.

Come molti repubblicani è un fervente religioso: precisamente, un cristiano cattolico e dal 2015 sostiene la lobby fondamentalista protestante Family Research Council Action PAC. Si è fatto conoscere durante la Pandemia, per aver lottato contro l’uso delle mascherine e la DAD nelle scuole.

Tra i suoi provvedimenti spiccano lo Stop Woke Act, che limita i modi di affrontare i temi legati alla razza e permette ai genitori di citare in giudizio scuole e insegnanti in caso di presunte violazioni. Nonché il “Don’t Say Gay” (“Non dire gay”), una legge che vieta si parli di orientamento sessuale e identità di genere alle elementari e ne restringe la discussione alle superiori.

E’ favorevole all’uso della marjuana per uso medico ma non per uso ricreativo. È inoltre contrario alla pratica dell’aborto dopo le 15 settimane.

Riguardo l’ambente, non è un negazionista sul tema dei cambiamenti climatici ma al contempo non vuole essere iscritto alla fazione opposta. Nel 2021 ha però messo al bando in Florida le colonnine delle auto elettriche nelle stazioni di servizio.

E’ contrario alla restrizione sulle armi e anzi vorrebbe utilizzare veterani o agenti nelle scuole contro le sparatorie.

Perché Ron DeSantis potrebbe essere il prossimo presidente degli Stati Uniti

Ron DeSantis ha ottime possibilità di diventare il nuovo presidente americano. Ciò in quanto Trump sta perdendo il polso del partito pur essendo ancora molto seguito. Sebbene, malgrado le tante critiche, da inquilino della Casa Bianca non ha fatto male (ne abbiamo parlato qui).

Molto dipenderà da come andranno le controversie giudiziarie sul suo conto e se, ovviamente, riuscirà a vincere le primarie dei repubblicani. Il sentore però è che ormai la sua figura sia ormai bruciata mentre quella di Ron DeSantis è in ascesa.

A parte le lotte intestine dei repubblicani, bisogna capire chi gli anteporranno i democratici. Biden vuole ricandidarsi, ma tra 2 anni ne avrà 82 e già da un po’ palesa problemi cognitivi preoccupanti. E chissà che alle elezioni presidenziali ci possa essere un derby tutto italiano, tra l’avellinese DeSantis e il beneventano (originario di Sant’Agata de Goti) Bill de Blasio.

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Pubblicato da Luca Scialò

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