Fini e Bocchino fanno retromarcia su Roma

Fini e Bocchino fanno retromarcia su Roma

La vittoria straripante della Meloni ha riportato in Tv Gianfranco Fini e Italo Bocchino, spariti da un bel po’ dalla circolazione. Perché probabilmente il successo di Giorgia lo sentono anche proprio, sebbene dieci anni fa avevano provato a costruire una destra che di fatto cercava di rinnegare quella che lei rappresenta.

Oggi entrambi vogliono riavvicinarsi a quella fiamma tricolore che avevano provato a spegnere. La quale ha invece già bruciato le loro carriere.

Gianfranco Fini chi è

Fini, delfino di Almirante, fu quello della “svolta di Fiuggi” del 1995. Quando dalla città laziale famosa per le terme e per l’acqua veniva lanciata Alleanza Nazionale e posta fine per sempre alla storia del Movimento sociale italiano.

Poi i tanti anni di alleanza con Forza Italia e Lega, durante i quali il buon Gianfranco fece una brillante carriera, diventando Ministro degli esteri prima e Presidente della camera poi.

Verso la fine degli anni zero, però, si accorse magicamente degli interessi personalistici che spingevano realmente il Berlusconi politico, uscendo così dalla maggioranza di governo e dal Popolo della Libertà per fondare Futuro e libertà per l’Italia (FLI), tra i cui aderenti c’era anche Bocchino. Ma il progetto fu un flop, a cui bisogna aggiungere i guai giudiziari del cognato, per l’ormai famigerata “casa di Montecarlo“.

Alla fine, colui che poteva essere il futuro Presidente del consiglio in quota centrodestra del dopo-Berlusconi e chissà, perfino Presidente della Repubblica, si è trovato a sparire dalla scena politica.

Marcello Veneziani lo ha definito “l’uomo che ha distrutto tre partiti“, mentre Ciarrapico, potente senatore proprio di Fiuggi lo chiamò traditore. La stessa Meloni, quando fondò Fratelli d’Italia, disse che aveva distrutto la destra italiana.

Italo Bocchino chi è

Italo Bocchino invece non ha avuto il tempo di fare la stessa carriera politica. E’ stato comunque in parlamento, nella Camera dei deputati, dal 1996 al 2013, ricoprendo anche qualche carica.

Successivamente, da editore ha risollevato le sorti del Secolo d’Italia. Ha riempito discretamente le pagine del gossip, con una relazione con Mara Carfagna (chiese anche scusa alla moglie da Fazio, che però chiese il divorzio) e con l’attrice Sabina Began, che ha anche querelato perché aveva diffuso intenzionalmente alla stampa gli sms a carattere privato che i due si erano scambiati.

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Pubblicato da Luca Scialò

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