Governo Meloni dichiara guerra a navi ONG: il piano del Ministro Piantedosi

Governo Meloni dichiara guerra a navi ONG: il piano del Ministro Piantedosi

Dopo la rimozione di Gheddafi in Libia – voluta da Francia, Gran Bretagna e Usa, con l’avallo logistico dell’Italia – nel nostro paese abbiamo assistito ad un numero impressionante di sbarchi. In queste ore ancora massicciamente in corso. E alla realizzazione di un vero e proprio business nostrano intorno all’immigrazione proveniente dal Nord Africa.

Dopo dieci anni di politica dell’accoglienza, più dettata dal profitto e dall’ideologismo che dall’umanità, e fatta eccezione della parentesi annuale del Governo Conte I, il Governo Meloni insediatosi da pochi giorni sta già impostando un tipo di gestione differente dell’immigrazione. Del resto, la neo Premier per anni all’opposizione ha parlato di blocco navale e accordi bilaterali con i paesi di provenienza.

Inoltre, il fatto che al Ministero delle infrastrutture sia stato designato Matteo Salvini, con la delega ai porti, è un altro chiaro segnale del cambio di rotta che il centro-destra vuole dare alla gestione dell’immigrazione clandestina.

Ma il ruolo principale spetta al Ministero dell’interno, che è stato attribuito a Matteo Piantedosi. Una figura che a sua volta è un altro segnale che le cose cambieranno. Unione europea permettendo ovviamente.

Come cambierà politica sugli immigrati con Governo Meloni

Il neo ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato il suo piano in una intervista al Tg5:

Per il futuro la linea sarà puntare a che non ci siano navi che trasportano migranti nel Mediterraneo. Faremo una forte azione di intesa con i Paesi di origine dei transiti per governare i flussi

Ad onor del vero, il Viminale ha già emanato una direttiva che respinge l’ingresso in Italia di due Ong, battenti bandiera tedesca e norvegese. Una decisione che rievoca quanto accaduto quando agli interni c’era Matteo Salvini, che per gli stessi motivi è stato posto sotto processo. Piantedosi spiega così la ratio del provvedimento:

un provvedimento con cui si è voluto certificare che queste due navi si muovevano senza il coordinamento delle autorità di soccorso e che battono bandiera di Paesi, rispettivamente Norvegia e Germania, in acque internazionali

Politica sugli immigrati del Governo Meloni è leggittima?

Naturalmente, si sono già levate in cielo le proteste di quanti gridano alla disumanità di siffatte politiche migratorie. Come se lasciare gli immigrati attraversare per giorni un deserto, farli traghettare da scafisti criminali e farli arrivare in Italia attraverso navi di paesi che in casa propria non li vogliono, finendo per ingrassare le cooperative senza scrupoli, non fosse meno disumano.

Ma a parte i dibattiti ideologici ed idealisti, ciò che conta è la legge. Giuseppe Loffreda, riconosciuto da Chambers & Partners tra i migliori marittimisti italiani degli ultimi anni, già partner dello studio legale Gianni & Origoni e fondatore nel 2021 di Legal4Transport (un network di professionisti qualificati ed esperti in diritto della navigazione e dei trasporti, relative infrastrutture e servizi complementari) ha appoggiato la rotta di Piantedosi.

Questi i tre punti nodali che fanno ritenere a Loffreda che la politica migratoria del Governo Meloni sia legittima:

  1. i migranti si trovano su territorio tedesco e norvegese, in quanto a bordo di navi battenti bandiera di quei due Paesi. Quindi sono Germania e Norvegia che devono farsi carico di assisterli
  2. tra le leggi internazionali invocate dalle Ong c’è, evidentemente, anche l’art. 19 della Unclos. L’ingresso nelle nostre acque territoriali e il passaggio delle due navi fino ad uno dei nostri porti possono pertanto avvenire solo se inoffensivi, cioè senza l’intento di sbarcare persone in violazione delle norme europee e italiane in materia di sicurezza e controllo delle frontiere e di contrasto all’immigrazione illegale
  3. qualora le navi fossero ammesse ad entrare e a sbarcare i migranti in uno dei nostri porti, potranno poi essere sottoposte a controlli da parte dello Stato di approdo (l’Italia) che può adottare provvedimenti di fermo della nave stessa in caso di evidente pericolo per la sicurezza, la salute o l’ambiente

Chi è Piantedosi nuovo Ministro degli interni

Matteo Piantedosi è un uomo di fiducia della Lega. Come riporta MicroMega, Piantedosi è prefetto dal 2011, prima a Lodi, poi Bologna e Roma, con una parentesi come vicecapo della polizia. Nel 2012 è stato il secondo in ordine di gerarchia nel gabinetto del ministro leghista Roberto Maroni.

A Bologna, per dirne una, ha dato il via al “mini-daspo urbano”, lo strumento amministrativo che permette di allontanare da determinate aree chi compie reati come lo spaccio di droghe, se precedentemente denunciato o arrestato per gli stessi fatti. Il provvedimento mirava a risolvere il problema dello spaccio soprattutto nel parco bolognese della Montagnola.

A Roma, invece, è stato il regista degli sgomberi dei palazzi occupati durante i mesi più caldi della pandemia. Ma è stato anche criticato come Prefetto della capitale per quanto accaduto il 9 ottobre 2021, quando militanti di Forza Nuova e frange del movimento “No greenpass” hanno assaltato la sede nazionale della Cgil. Secondo i critici, quanto accaduto alla sede sindacale, presa d’assalto e messa a soqquadro, poteva essere prevenuto.

Matteo Piantedosi ha dato seguito alle politichne del Carroccio tra “porti chiusi” e decreti sicurezza dal 2018 al 2019, quando la Lega ha governato con il Movimento 5 stelle. È stato anche egli indagato dalla Procura di Agrigento e la sua posizione repentinamente archiviata per i reati di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio in riferimento al caso della nave Diciotti, a cui fu negato lo sbarco dei migranti soccorsi in mare.

Tra le prime critiche incassate da Ministro degli interni, invece, troviamo la repressione a colpi di manganelli di un presidio composto da studenti che protestavano contro un convegno organizzato da Azione universitaria – formazione studentesca di destra – a La Sapienza di Roma con Daniele Capezzone e Fabio Toscani, presidente di Gioventù nazionale e deputato nelle fila di Fratelli d’Italia.

Insomma, tutto lascia presagire che in questi anni assisteremo più volte a polemiche riguardo la gestione dell’immigrazione e delle manifestazioni.

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