Britaly, The Economist ci sfotte: ma stanno peggio di noi

Britaly, The Economist ci sfotte: ma stanno peggio di noi

La Gran Bretagna affronta l’ennesima crisi di governo. Liz Truss, la liberista guerrafondaia che voleva affondare la Russia e tagliare le tasse ai ricchi, è durata poco più di 40 giorni. E un giornale autorevole come The Economist cosa fa? Paragona la situazione britannica a quella italiana, con un bel Welcome to Britaly.

Non solo. Ha spiattellato in copertina una immagine allegorica, che raffigura la Trust vestita da centurione, con al posto dello scudo una pizza e al posto della lancia una forchetta con spaghetti.

Insomma, i soliti luoghi comuni agli occhi dei paesi esteri, soprattutto quelli nordeuropei, che ci vedono ancora “spaghetti, pizza e mandolini“. Gente che viveva ancora in paludi con sulla testa elmi con corna mentre noi vivevamo il Rinascimento. E, attualmente, stanno politicamente messi peggio di noi.

Britaly, The Economist paragona Gran Bretagna a Italia

The Economist, come ricorda Il Primato Nazionale, da alcuni anni è controllata proprio da italiani: la famiglia Elkann-Agnelli. Ma, quanto meno, nell’articolo ha avuto l’obiettività di ammettere di essere “un paese di instabilità politica, bassa crescita e subordinazione ai mercati obbligazionari“. Citando proprio come nel 2012 la stessa Liz Truss e l’ex Cancelliere dello Scacchiere, Kwasi Kwarteng, avevano usato l’Italia come monito in un opuscolo intitolato ’Britannia Unchained’.

All’interno di quest’ultimo citavano alcuni mali del nostro paese, come Servizi pubblici gonfi, crescita bassa, scarsa produttività. Estendendo il discorso a tutti i paesi dell’Europa meridionale. Ricordiamo anche quel contesto: quei paesi venivano chiamati PIGS, sfruttando uno squallido gioco di parole con le iniziali di ciascuno di essi.

Non solo, la Grecia fu costretta a manovre lacrime e sangue da Mario Draghi, il quale arrivò a chiudere i conti correnti ellenici per qualche giorno pur di salvare l’Euro.

Orbene, quei mali sono oggi gli stessi della Gran Bretagna. Che dalla fine del Governo Blair (cagnolino fedele di Bush, come lo descrisse metaforicamente il compianto George Michael nel brano Shut the dog) ha vissuto una lunga sequela di avvicendamenti a Downey Street. Solo il biondo Boris Johnson è durato un po’ di più, ma anche la sua esperienza è finita in mal modo.

Oltre alla questione Covid e Ucraina che hanno scombussolato Europa e non solo, in Gran Bretagna si è messa pure la Brexit. Una scelta scellerata da parte di un paese che ha avuto la pretesa arrogante di poter fare da solo.

Tra i possibili sostituti della Truss c’è anche la giunonica Penny Mordaunt. La quale non ha disdegnato di mostrarsi con tutte le sue curve in un reality, Splash, ma è anche già stata Segretario di Stato per lo sviluppo internazionale, nonché ex ministro della Difesa (prima donna a ricoprire quel ruolo) e poi ex ministro delle Donne e delle Pari Opportunità.

Se non altro i britannici, seppur non proprio economica, un po’ di prosperità la vedranno…

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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