Emergenza acqua: la TAV Torino-Lione divora quella del Piemonte

Emergenza acqua: la TAV Torino-Lione divora quella del Piemonte

Data ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2022

Emergenza acqua in Piemonte

Il Piemonte sta patendo un grave fenomeno legato alla siccità, che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura ma che rende sempre più probabile un razionamento dell’acqua potabile in oltre 250 Comuni.

Come già spiegato qui, le acque del Po non sono mai state così basse da 70 anni a questa parte e gli invasi sono al minimo storico. Con una riduzione media del 40% o addirittura del 50% rispetto alla media tradizionale. C’è anche l’emergenza relativa al fatto che l’acqua del mare sta risalendo il fiume, con tutti i danni che ciò comporta.

La TAV Torino-Lione beve 102,6 litri al secondo

La tanto discussa opera del treno ad alta velocità Torino-Lione, progettata dagli anni ’80 e da tempo resa praticamente inutile dai cambiamenti epocali sopraggiunti (qui un approfondimento), intanto divora 102,6 litri al secondo, pari a 3,2 milioni di metri cubi annui. Praticamente il fabbisogno di 40.000 persone.

A lanciare l’allarme è stato già nel mese di febbraio il Comitato acqua pubblica Torino e il Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Che si basa sui dati messi a disposizione dalla stessa azienda che si occupa della realizzazione della linea ferroviaria, la TELT. Di fatti, stando a queste stime, il tunnel di Chiomonte ha provocato 245 venute d’acqua (termine con il quale si intende le fuoriuscite di sensibile quantità dalla parete di scavo).

Le stime per il futuro sono allarmanti: come riporta L’Antidiplomatico, per l’intera galleria di 57 km prevista per la realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione, la cui lunghezza supera di oltre 8 volte quella del cunicolo esplorativo essendo lo stesso lungo 7 chilometri:

si può ipotizzare, al termine dello scavo, la fuoriuscita di un volume d’acqua ogni anno pari a 24.590.500 metri cubi corrispondente al fabbisogno idrico annuo di 300.000 persone. Tenendo però conto della «doppia canna prevista dal progetto, il dato potrebbe raddoppiare, arrivando a corrispondere al fabbisogno annuo di ben 600.000 persone

Emanuela Sarzotti del Comitato acqua pubblica Torino parla di «acqua pregiata, che potrebbe soddisfare un’esigenza potabile, tanto è vero che le sorgenti montane sono captate a uso idropotabile». Mentre Mauro Demaria del Comitato acqua pubblica Torino parla di acqua che «è stata sottratta al suo ciclo naturale e non finirà negli acquedotti ma nella Dora Riparia». A tale scopo servirebbe un ulteriore processo di depurazione che costerebbe denaro ed energia.

Conclusioni

Insomma, di Tav Torino-Lione non se ne parla più da tempo, presi come sono i media da altre questioni (Covid, Guerra in Ucraina, trasformismi dei parlamentari). Ma quella opera, resa inutile dalla storia, è ancora in corso e silenziosamente continua a fare ingenti danni.

L’acqua è già da tempo definita l’oro blu e in alcuni posti del Mondo sta già provocando conflitti e tensioni tra stati. Ecco un esempio:

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