Ripercorriamo la carriera di Nik Novecento, attore originario di Bologna lanciato al successo per caso da Pupi Avati.
Il Mondo del cinema italiano, e non solo, è pieno di esempi di attori andati via troppo presto, che avrebbero potuto avere una lunga carriera brillante davanti a sé. Qui parliamo di Nik Novecento, al secolo Leonardo Sottani, attivo in 8 film concentrati in soli 4 anni. Eppure, rimasto nei cuori di molti cinefili e addetti ai lavori.
Attivo anche in televisione e spesso ospite al Maurizio Costanzo Show nel 1987, dove metteva in luce il suo essere auto ironico, malinconico e tenero allo stesso tempo. Viso furbetto, complice anche una capigliatura sbarazzina, si faceva preferire per la sua genuinità e spontaneità. Era carico di quella saggezza bolognese che è dentro all’uomo della strada.
Una sorta di personaggio lunare, lanciato al grande pubblico da Pupi Avati, che lo ha diretto in quasi tutti i film.
Ripercorriamo la sua breve ma indimenticabile storia.
La storia di Nik Novecento
All’anagrafe Leonardo Sottani, Nik Novecento nasce a Bologna il 19 febbraio 1964. Padre camionista, la madre gestiva un distributore di benzina, aveva anche 2 sorelle.
Lo pseudonimo Nik Novecento lo conia lo stesso Pupi Avati, perchè è figlio del suo tempo. Mentre il nomignolo Nik viene dal passato, quando gli amici lo chiamavano “Gnicca“.
Al Cinema ci arriva per caso, come accadeva nel dopoguerra. Scoperto da Antonio Avati, fratello di Pupi, in un bar dove si teneva un casting, nel più classico dei modi: aveva accompagnato un amico che cercava il successo e si ritrova lui stesso, e suo malgrado, a diventare famoso.
Arriva così il suo primo film, “Una gita scolastica“, del 1983, diretto da Pupi Avati, nel ruolo di un personaggio secondario: Tagliavini. Protagonista è Laura (interpretata da Giovanna Cau da anziana e Lidia Broccolino da giovane), la quale, ormai ottantaquattrenne, ritrova la foto di classe di terza liceo e rivive, in una sorta di dormiveglia che prelude alla sua morte, l’emozione di un momento speciale della gioventù, alla vigilia della tragica Prima guerra mondiale. Ossia, una gita scolastica di tre giorni, durante la quale, attraversa a piedi l’Appennino da Bologna a Firenze passando per Sasso Marconi e Porretta Terme.
La classe si compone di trenta allievi, maschi e femmine, guidati dal professore di italiano Carlo Balla (interpretato da un altro attore feticcio di Pupi Avati, Carlo delle Piane) e accompagnati dalla professoressa di disegno, Serena Stanzani (Tiziana Pini).
La pellicola, in pieno stile Avatiano, offre un affresco emiliano dei primi del ‘900. E Nik Novecento, a sua volte, già offre spunti delle sue principali caratteristiche mimiche e caratteriali. Ottenne un sacco di riconoscimenti, tra cui un Nastro d’Argento a Pupi Avati quale migliore regista e a Carlo Delle Piane il Premio Pasinetti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Un Nastro d’Argento e un Globo d’Oro.
I film con Nik Novecento
Pupi Avati rimane piacevolmente convinto dalla prova di Leonardo, che decide di impiegarlo in altri 5 film, in un crescendo di ruoli importanti:
- Noi tre (1984);
- Impiegati (1984);
- Festa di laurea (1985);
- Ultimo minuto (1987);
- Sposi (1987).
In questa ultima pellicola, Nik Novecento è protagonista di uno dei 5 episodi, sebbene diretto dal fratello minore di Pupi, Antonio Avati. Interpreta il ventenne Davide, maschera in un cinema della periferia di Roma. Ingenuo oltre il limite dello sprovveduto, tenta goffamente di sottrarsi al matrimonio riparatore cui è chiamato dalla non più giovane cassiera Giovanna, da lui messa incinta.
La pellicola esce postuma e gli viene dedicata il giorno di uscita nelle sale.
Figura anche tra i protagonisti del lungometraggio “Una domenica sì“, del 1985, diretto da Cesare Bastelli, ma prodotto dai fratelli Avati. Interpreta uno dei tre commilitoni protagonisti, insieme a Dario Parisini e Davide Celli. Vi troviamo anche Elena Sofia Ricci e Fiorenza Tessari. Tutti interpreti di personaggi con i loro stessi nomi, in una storia di intrecci tra amore e amicizia, aventi sullo sfondo una gelida Perugia e come sottofondo gli allora ancora poco noti Simply Red.
Completa l’elenco la pellicola “Strana la vita“, del 1987, diretto da Giuseppe Bertolucci, fratello minore del grande Bernardo, passato alla storia per aver diretto il film “Berlinguer ti voglio bene“, del 1977, dove fece il suo esordio Roberto Benigni. Qui Nik Novecento interpreta il ruolo secondario di Giacomino.
Le apparizioni in Tv
Nel corso degli anni 80, Nik Novecento è attivo anche in televisione. Sempre sotto la guida di Pupi Avati, che ormai lo aveva messo sotto la propria ala protettiva, provando per lui una profonda tenerezza oltre che stima, Nik partecipò anche alla trasmissione televisiva di Rai Uno “Hamburger Serenade“, assieme ad Alfiero Toppetti e Beatrice Macola. Lo spettacolo vinse peraltro il “Premio Totò per il miglior programma comico” del 1986.
Sarà anche tra i conduttori del programma televisivo musicale “Gins“, in onda su Rai 3 dal settembre 1986 il pomeriggio alle diciassette e trenta per due stagioni. Gli altri conduttori erano Fabio Fazio, Moana Pozzi (nella prima stagione) e Simonetta Zauli (nella seconda stagione, con l’estromissione della prima). Nel cast figuravano anche l’attore Giorgio Vignali e il marionettista Claudio Cinelli. Il programma rappresentava una vetrina per la musica indipendente italiana e ospitava in studio band ed interpreti da tutta Italia, con la collaborazione di giornalisti e critici musicali delle riviste Ciao 2001 e Il Mucchio. I quali commentavano e promuovevano, a fine esibizione, le performance degli artisti.
Dal 12 al 15 settembre 1986 partecipò con il regista Cesare Bastelli alla prima edizione del Funny Film Festival di Boario, dove era presentata la pellicola “Una domenica sì“.
Ma Nik Novecento diventa un fenomeno televisivo soprattutto grazie al Maurizio Costanzo show che nel 1987 lo ospita spesso. Mettendo in luce il suo essere auto ironico, malinconico e tenero allo stesso tempo.
Nello stesso anno è anche protagonista di alcuni spot per pubblicizzare il Televideo. In realtà già esistente come servizio della Rai da 3 anni, ma ancora poco utilizzato per la presenza nelle case degli italiani di televisori ancora vetusti e risalenti al decennio precedente.
Nik Novecento come è morto?
La carriera di Nik Novecento sembra dunque ormai decollata, ma purtroppo si schianterà contro i progetti spietati che il destino ha in serbo per lui.
Il 15 ottobre 1987, infatti, Leonardo Sottani muore a soli 23 anni, per un improvviso malore causato da una grave malformazione cardiaca da cui soffriva fin da bambino. Ironia della sorte, è spirato alle cinque pomeridiane mentre si trovava in compagnia dei fratelli Avati nella sede della DueA, in piazza Cola Di Rienzo. In particolare, aveva un problema a una valvola cardiaca, che lo costringeva a effettuare controlli ogni sei mesi.
Riposa nel cimitero di Pontecchio Marconi, frazione di Sasso Marconi.
Nell’ottobre 2009 il Maurizio Costanzo Show dedicò alla memoria dell’attore ampia parte di una puntata, ospitando coloro che avevano lavorato maggiormente con lui nel mondo del cinema: il regista Pupi Avati e l’attore Carlo Delle Piane. Presente anche la sorella di Nik, Dalila Sottani.
In una intervista Dalila dichiarerà rammaricata che suo fratello stava vivendo un periodo di forti emozioni, tra la carriera decollata, la casa acquistata ai genitori che non ne avevamo mai avuta una di proprietà e un amore da poco sbocciato. Il suo cuore non aveva retto.