Pubblicità

Non solo Jeffrey: come gli Epstein hanno stravolto il mondo nel ‘900

Lo scandalo relativo a Jeffrey Epstein e a tutto il mondo politico ed istituzionale che vi ruotava intorno, ha riempito per mesi le cronache di giornali e telegiornali. Dalla sua ascesa partita dal nulla fino al famigerato suicidio in carcere, abbiamo sentito e ascoltato probabilmente solo una parte della verità. Sebbene un po’ di nomi siano usciti fuori.

Tuttavia, gli Epstein hanno avuto un notevole peso su molti eventi del ‘900, avendo un ruolo decisivo in quei fatti che hanno stravolto il mondo.

I soldi degli Epstein dietro l’ascesa di Hitler

La storia ufficiale, letta sui libri di scuola e sentita nei documentari mainstream, ci parla di Adolf Hitler come un semplice imbianchino austriaco e mediocre pittore, che un giorno capisce che tutte le cause dei suoi problemi sono gli ebrei e così, da bravo oratore, si mette alla testa di un movimento nazionalsocialista fino a prendersi il potere in Germania e stravolgendo poi l’Europa.

Gli Epstein a Vienna erano proprietari del Palais Epstein ed avevano accumulato una fortuna nel giro di poco tempo. Lo stesso Jeffrey aveva paura che si venisse a sapere come la sua famiglia di origine avesse tirato fuori il giovane Adolf da una situazione di estrema precarietà.

Per quanto tra lui e questa famiglia non vi fossero legami ufficiali, è però noto come Epstein fosse un nome molto diffuso tra gli ebrei askenaziti. Questi ultimi rappresentano il ceppo etnico più ampio tra gli ebrei contemporanei tanto da rappresentare l’80% dell’intera popolazione ebraica mondiale.

Il cognome Epstein deriva da Eppstein, un luogo della Germania, Paese cardine degli askenaziti, dove c’era un castello appunto nel quale è nato il ceppo di questa famiglia oggi molto diffuso tra gli ebrei cosiddetti “moderni”.

In quest’articolo abbiamo approfondito le origini di Hitler.

Un Epstein anche dietro l’ascesa del comunismo in Cina

Dal Nazismo…al comunismo. Già, perché c’è un Epstein anche dietro l’ascesa di Mao in Cina. Come sostiene il rabbino americano Stephen Wise

il comunismo non è altro che una espressione della religione talmudica per via della sua profonda avversione per il cristianesimo e per il rabbioso desiderio di voler demolire tutti i fondamenti della società tradizionale, fondata sulla supremazia del diritto naturale

Del resto, è noto come parte dei bolscevichi fossero tutti di origini ebraiche, così com’è altrettanto noto che a mettere a disposizione le immense risorse finanziarie necessarie per rovesciare e uccidere lo Zar Nicola II e la sua famiglia furono uomini come Jacob Schiff e Max Warburg. Provenienti dall’alta finanza newyorchese.

Ma tralasciamo la rivoluzione russa e occupiamoci di Cina. Già nei primi anni’20, dopo l’instaurazione del regno di terrore dell’URSS, Lenin e Trotzki, interessati a portare il comunismo in tutto il mondo, mandarono in Cina un loro esponente, Gregory Voitinsky, per iniziare le prove di costruzione del cantiere comunista cinese, al quale contribuiva Chen Duxiu, un marxista cinese, anch’egli di origine ebraiche, e fondatore del partito comunista cinese nel 1921.

Israel Epstein, nato nel 1915 a Varsavia, allora parte dell’impero russo, era figlio di un sovversivo impegnato contro lo Zar, come i bolscevichi, e crebbe in Cina dopo che la sua famiglia si trasferì lì quando lui aveva solo 2 anni.

Israel dedicò la sua vita alla causa comunista da giornalista, fino a quando, dopo il successo di Mao, divenne uno dei pochi stranieri, tutti di origini ebraiche, a ricevere degli incarichi di altissimo prestigio dal partito comunista cinese. Divenne così il portavoce del regime comunista nel mondo, gestiva le pubbliche relazioni internazionali ed era membro della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese. Mao Zedong gli conferì diverse onorificenze.

Per approfondire le origini borghesi della rivoluzione bolscevica puoi leggere quest’articolo.

Un Epstein anche dietro il successo dei Beatles

La rivoluzione sociale e lo scardinamento dei valori tradizionali, non passa solo attraverso le armi e i cappi. Bensì, anche attraverso la cultura e un potente veicolo di messaggi come la musica.

L’esistenza di Brian Epstein è alquanto misteriosa ma di lui si sa che, ad un certo punto, senza esperienza né una solida base formativa, intraprende la carriera di agente. Spinge molto con George Martin, dirigente della EMI, affinché concedesse un’audizione a 4 ragazzi di Liverpool che fino ad allora proponevano canzoncine in locali di quart’ordine. Tanto che Martin definì la loro musica solo “spazzatura”.

Dal 1963 per i Fab four qualcosa cambia magicamente da un momento all’altro: propongono brani stilisticamente perfetti, a detta di molti esperti musicali scritti però da terzi. Tra cui Theodor Adorno, filosofo di origini ebraiche tra i più influenti fondatori della scuola di Francoforte.

Quest’ultima teorizzava un tipo di società destrutturata, priva dei suoi valori tradizionali, e il passaggio dal vecchio mondo al nuovo è stato indubbiamente favorito dallo show business.

Per i Beatles si spalancano le porte del successo mondiale, anche negli Usa. Non solo: ciascuno di loro stringe legami con l’ebraismo, sposando donne ebree. Eccetto John Lennon, che però sentiva un forte disprezzo verso il cristianesimo, tanto da abbracciare il mondo dell’occulto e dell’esoterismo, fino ad avvicinarsi gradualmente al rabbino Shlomo Riskin, al quale rivolgeva domande mistiche e di carattere teologico.

Questo è solo un estratto: potete leggere l’articolo completo di Domenico Sacchi a questo link.

- / 5
Grazie per aver votato!
PubblicitàPubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.