Francesco Guccini ha fatto breccia anche tra i giovani di destra. Ecco alcuni tra i brani più significativi di questo strano connubio.
In questa terribile estate afosa, ci giunge un’altra triste notizia: la morte di Francesco Guccini. E’ morto a 86 anni a Pavana, località pistoiese incastonata negli appennini dove aveva scelto di vivere da un po’, lontano dal luccichio e dal chiasso delle grandi ma anche piccole città.
Una scelta coerente con le proprie idee e non lontana dalla città in cui era nato: Modena. Inutile qui riportare la sua biografia e le sue canzoni più belle, perché ne son pieni web e televisione.
Più giusto analizzare come destra e sinistra abbiano provato a mettere la bandierina rispetto al Guccini pensiero. Un po’ come accade per Rino Gaetano. In effetti, Francesco lo si può collocare facilmente a sinistra. Eppure, essendo un libero pensatore e non un ruffiano più attento alla sua carriera che alla coerenza delle proprie idee, spesso con i suoi brani finiva proprio per attaccare la sinistra radical chic e salottiera.
Raccontavano di anarchici, vita quotidiana, ultimi, ingiustizie. Sferzano i poteri forti, i prepotenti. Ha perfino parlato di Dio in modo non convenzionale. Testo affidato ai Nomadi, poi cantato per conto proprio quando decise di intraprendere la carriera di cantautore. Il titolo è eloquente: “Dio è morto“. La Chiesa inizialmente si scandalizzò, ma poi ne capì il senso: Guccini parlava proprio di come il consumismo e l’individualismo avessero mortificato Dio.
Anzi, si può dire proprio che, almeno tra i giovani, Francesco Guccini abbia perfino fatto breccia più a destra che a sinistra.
Il Guccini che piace a destra
Guccini piace a destra fin dai tempi del Fronte della Gioventù. In particolare, fu proprio l’attuale Premier Giorgia Meloni, al congresso di Viterbo del 2004, a sdoganare il cantautore tra la destra giovanile. In quella occasione, infatti, sfidando Carlo Fidanza per la leadership di Azione giovani e dove nacque l’attuale “generazione Atreju”.
Meloni, da brava oratrice qual è, conquista la platea citando “Cyrano“, uno dei brani più belli e significativi di Guccini:
Facciamola finita, venite tutti avanti. Nuovi protagonisti, politici rampanti. Venite portaborse, ruffiani e mezze calze. Feroci conduttori di trasmissioni false….E voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso. Le verità cercate per terra, da maiali. Tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali. Tornate a casa nani, levatevi davanti.
Per la mia rabbia enorme mi servono giganti. Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco. E al fin della licenza io non perdono e tocco
Prima di allora, già il Fronte della Gioventù cantava “La Locomotiva”, altro brano top del cantautore emiliano, ai campi Hobbit, occasioni figlie dell’antiborghesismo. Già, perché la destra giovanile si è presa pure Il Signore degli anelli.
Insomma, la destra, come fa notare Il Giornale, ha preso il Guccini antimaterialista e ne ha fatto non una bandiera ma un verso.