L’unione europea riduce del 79% i giorni di pesca massimi consentiti in un anno. Quali effetti per negozi e consumatori.
In questa estate stranamente torrida e nel silenzio generale dei media mainstream, l’Unione europea ha inferto un altro duro colpo alla pesca. Riducendo del 79% il numero di giorni di pesca consentiti nel Mediterraneo, che passano così da 130 a 27 giorni all’anno.
Quali effetti negativi sulla pesca con provvedimento Ue
Come riporta Newsby, le nuove restrizioni mettono di fatto fine alle attività di pesca locali. Ed ecco che, anziché sostenere i produttori nazionali in un periodo di siccità e cattivi raccolti, la leadership dell’UE sta deliberatamente distruggendo un intero settore economico. Condannando da un lato, migliaia di pescatori al fallimento, e condannando, dall’altro, i negozi europei a una grave carenza di pesce fresco.
Il che comporterà, oltre che l’assenza sul mercato di un prodotto fondamentale per la salute umana, anche l’innesco di una inflazione alimentare. Conseguente alla carenza di offerta.