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L’Italia si doterà di un esercito di robot: il progetto che rievoca Terminator

Ecco i dettagli dell’esercito dei robot progettato da Guido Crosetto con la consulenza dell’ucraino Fedorov.

L’intro suggestiva di Terminator, capolavoro di fantascienza del 1984 che ha dato vita a un lungo franchise, con robot che combattono sul fronte in un contesto cupo, sta per diventare realtà. Capofila di questa innovazione sarà proprio l’Italia.

La consulenza gratis (almeno ufficialmente) di Mykhailo Fedorov – ex Ministro della difesa ucraino noto per le sue idee belliche innovative – comincia a mostrare i suoi frutti. In un video generato con IA, infatti, all’IT Arena di Leopoli il 26 settembre, con la presenza del compiaciuto Ministro della difesa Guido Crosetto, Fedorov ha indicato due traguardi:

  • entro sei mesi un robot umanoide dovrà uccidere il primo soldato nemico;
  • entro un anno un assalto a una posizione dovrà riuscire senza fanteria.

L’Italia avrebbe già a fine agosto richiesto un finanziamento di 8,9 milioni di euro all’Unione europea per realizzare il progetto. Inoltre, la gratuità di Fedorov verrà largamente ricompensata col fatto che egli stesso ha annunciato la nascita di una società di tecnologie per la difesa, appoggiato dal primo grande finanziatore: Alex Karp.

Quest’ultimo è Patron di Palantir, società che ha chiuso l’ultimo trimestre con ricavi in crescita del 93% su base annua e una valutazione di Borsa oltre i 440 miliardi di dollari. E’ bene ricordare che circa metà dei ricavi arriva da commissioni stipulate col governo degli Stati Uniti. Affari tornati floridi grazie alla follia illimitata di Donald Trump.

La società di Fedorov creerà nuove aziende e ne finanzierà di esistenti in tre settori:

  1. robotica da campo di battaglia;
  2. droni intercettori;
  3. missili a basso costo guidati dall’intelligenza artificiale.

I dubbi sull’esercito italiano dei robot

Ma a parte i presunti conflitti di interesse dell’ex Ministro ucraino, restano i limiti tecnici.

I veicoli terrestri senza equipaggio sono già impiegati da entrambe le parti sul fronte ucraino, soprattutto per la logistica e l’evacuazione dei feriti. Si tratta per lo più di macchine telecomandate a distanza tramite una connessione Starlink (di Elon Musk).

Un robot terrestre porta una quantità finita di energia e munizioni, deve essere rifornito, ricaricato e riparato da esseri umani. Inoltre, la presenza umana resta necessaria per una convenzione bellica: il terreno non si considera conquistato finché non ci mette piede un soldato umano.

Dunque, per ora siamo di fronte a pura fantascienza ostentata per realtà. Certo, probabilmente un domani ci arriveremo. Le vie della tecnologia e della follia umana sono infinite.

Fonte:

Anotherworld

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Pubblicato da Vito Andolini

Appassionato di geopolitica e politica nazionale. Per contatti e collaborazioni: luca.scialo81@gmail.com

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