Le basi Nato in Spagna sono 2, a Rota e Moron. Gli Usa aggirano il diniego con scali in Germania e Italia.
Alcune settimane fa ha fatto scalpore la notizia riguardante il Primo ministro spagnolo Pedro Sanchez che ha dichiarato di non voler concedere le basi Nato situate in Spagna per gli attacchi americani in corso in Iran. Il che ha suscitato le ire del Presidente americano Donald Trump, il quale ha minacciato ritorsioni commerciali. E si spera che si limitino a quelle. Del resto, già di recente la Spagna è stata vittima di problematiche serie, come blackout elettrici e incidenti ferroviari.
D’altronde, Sanchez non è nuovo a prese di posizione del genere, soprattutto da quando è iniziata l’operazione israeliana a Gaza. In fondo, la posizione spagnola va anche compresa, avendo già subito in passato attentati islamisti ed essendo facilmente raggiungibile per la vicinanza alle coste nordafricane.
Su tutti, l’attentato a Madrid dell’11 marzo 2004, in seguito al sostegno dell’allora Primo Ministro Aznar alle operazioni americane in Afghanistan e Iraq. Che portò al ritiro della Spagna da quella famigerata missione per “esportare la democrazia” (così come le aveva mascherate l’allora inquilino della Casa Bianca, George Bush).
Ma quante e quali sono le basi americane in Spagna? Gli Usa hanno peraltro trovato il modo di aggirare il diniego…
Quante sono le basi Nato in Spagna e dove si trovano?
La Spagna vanta solo due basi Nato, essendo anche entrata nella organizzazione sovranazionale piuttosto di recente, nel 1982. Essendo stata fino a quasi dieci anni prima guidata dal dittatore clerico-fascista Francisco Franco, il quale aveva imposto al paese fin dal suo insediamento di rientrare tra i paesi “non allineati“. Un po’ come fatto dal maresciallo Tito nella ex Jugoslavia.
Le basi Nato in Spagna sono dunque due:
- Rota
- Morón
La base aeronavale di Rota si trova a Cadice e ospita quartier generale della U.S. Naval Forces Europe-Africa e funge da porto logistico fondamentale per la sesta flotta degli Stati Uniti.
Morón, invece, è situata nel Sud del Paese, a circa 70 km da Siviglia ed è un punto di appoggio cruciale per le operazioni di rifornimento e trasporto verso l’Africa e il Medio Oriente.
Come Trump sta aggirando il no di Sanchez?
Secondo quanto rivelato da El Mundo, tra il 27 febbraio, 24 ore prima dell’attacco, e
il 5 marzo, ci sono stati almeno 40 movimenti di volo da e per Morón e Rota. Tra questi ci sarebbero ben 24 decolli di veicoli da guerra, alcuni dei quali impegnati nella missione in Iran, con scali in Germania e Italia.
Dunque, gli Usa aggirano il divieto spagnolo con un semplice trucco: lo scalo in Italia e in Germania. In questo modo, tali voli non risultano diretti dalla Spagna in Medioriente, ma, semplicemente, verso altri paesi Ue. Dove poi proseguono il loro drammatico viaggio.
Il sindaco di Rota, Javier Ruiz Arana, da un lato denuncia il fatto che le manovre americane nella base Nato locale siano tenute all’oscuro della comunità locale, ma dall’altro ne ammette l’importanza economica. E fa come esempio la recente nascita di ben tremila posti di lavoro tra Rota e la baia di Cadice, grazie agli appalti con l’azienda iberica Navantia per la manutenzione delle
navi e ai lavori che si stanno realizzando nell’istallazione militare.
Insomma, come diceva De Gregori:
la guerra è bella, anche se fa male
Fonte: Europa Today