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Enzo De Toma, non solo Pennelli cinghiale: i tanti film

Ripercorriamo la carriera di Enzo De Toma, ingiustamente ricordato solo per la pubblicità dei pennelli cinghiale.

Alcuni attori, pur essendo comparsi in decine di film, finiscono per essere ricordati soprattutto per uno o più spot pubblicitari a cui hanno partecipato. Un modo per sminuirli, perché magari sono stati bravi caratteristi. I quali, pur avendo avuto magari poche battute da dire o ruoli marginali, sono comunque rimasti nel cuore degli spettatori. Che ancora oggi li ricordano con nostalgia con post sui Social.

E’ il caso di Enzo De Toma, attore nato a Trani nei primi anni 30, diventato famoso soprattutto per essere apparso nella pubblicità dei Pennelli Cinghiale, trasmessa regolarmente dalla televisione italiana fino agli anni 2000 nonostante fosse stata girata nel 1982.

Eppure, il caratterista pugliese è comparso in una quarantina di film. Spiccando soprattutto in commedie brillanti al fianco di Adriano Celentano, con cui strinse anche amicizia, e Renato Pozzetto.

Ripercorriamo la sua storia.

Le origini

Vincenzo De Toma nasce nella ridente Trani, in provincia di Bari, Puglia, il 23 gennaio 1932. Si trasferisce molto presto a Milano, come tanti pugliesi nel dopoguerra e il Cinema, almeno inizialmente, sembra non far parte subito del suo destino.

Infatti, vi approda solo a trent’anni, in una piccola comparsa nel film “La rimpatriata“, regia di Damiano Damiani (1963). Un film drammatico con, tra gli altri, Walter Chiari e Riccardo Garrone.

La conferma di ciò sembra trovare conferma dal fatto che la seconda pellicola nella quale appare come comparsa arriva solo 9 anni dopo. Nel film “La morte accarezza a mezzanotte“, un thriller del 1972 diretto da Luciano Ercoli.

Ed invece, è l’inizio di una proficua carriera.

La carriera

Richiestissimo per il suo fisico minuto e il suo aspetto sempliciotto che lo rende un’autentica macchietta che colora la scena, Enzo De Toma partecipa nel 1975 alla commedia brillante a episodi Di che segno sei?“, diretto da Sergio Corbucci, con diversi mostri sacri del Cinema italiano: Alberto Sordi, Mariangela Melato, Paolo Villaggio, Renato Pozzetto e Adriano Celentano.

Dedicato ai 4 elementi che si incrociano con i segni zodiacali: Acqua, Aria, Terra e Fuoco, De Toma appare nel terzo Episodio intitolato Terra, nei panni di un pendolare.

Di qui una lunga serie di film a cui partecipa, con una media pazzesca di 3 film all’anno, soprattutto tra la seconda metà degli anni 70 e la prima metà degli anni 80.

Ruoli più rilevanti li troviamo al fianco di Adriano Celentano e Renato Pozzetto e viene ricordato per pellicole cult della prima metà anni 80 come “Il bisbetico domato”. “Innamorato pazzo”. “Il ragazzo di campagna”. “Lui è peggio di me”. “È arrivato mio fratello”. “Grandi magazzini”.

Tra le scene più iconiche lo ricordiamo apparire in ospedale nello stesso letto con Renato Pozzetto ne “Il ragazzo di campagna”, mentre gli mangia tutti i cioccolatini. O in “E’ arrivato mio fratello” quando metteva la senape sulla mano ustionata sempre di Pozzetto.

Sarà attivo fino ai primi anni 90, con l’ultimo film in cui appare che è “Ci hai rotto papà“, regia di Castellano e Pipolo (1993). Con questa coppia di registi e sceneggiatori formata da Franco Castellano e Giuseppe Moccia, ha registrato il maggior numero di film in carriera: ben 10. Dunque praticamente la metà di tutta la sua filmografia.

Lo spot dei pennelli cinghiale

Nonostante gli oltre 20 film in cui appare, divenne però popolare soprattutto per essere apparso nella pubblicità dei Pennelli Cinghiale, trasmessa regolarmente dalla televisione italiana fino agli anni 2000 nonostante fosse stata girata nel 1982.

Lo vediamo muoversi nel traffico di una Milano da bere anni 80 con un grosso pennello dietro le spalle, al che viene fermato da un vigile urbano a mo di Totò e Peppino.

Ma cosa fa con quell’arnese? Lei ostacola il traffico! Gli urla il vigile. E lui: Devo dipingere una parete grande, ci vuole il pennello grande! Al che il vigile controbatte: Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello!

Enzo De Toma non sapeva andare in bicicletta e fu sostituito da una controfigura in alcune inquadrature dove veniva ripreso da una certa distanza. Negli anni 90 si tentò di lanciare una nuova versione con attori diversi. Ma piacque meno e si tornò su questo spot riproposto fino a qualche anno fa.

Una decina di anni dopo riapparirà in un altro spot sempre per i Pennelli Cinghiale, ma ritirato quasi subito poiché rischiava di ledere l’integrità della divisa dei vigili urbani. In questo caso, lo vediamo tirare un secchio di vernice sempre su un pennello cinghiale mentre si trova su di un ponteggio, ma schizza lo stesso vigile che si trova di sotto. Di qui una nuova ramanzina e la solita raccomandazione finale rivolta allo storico marchio di pennelli originario di Mantova.

Il grande pennello viene ancora oggi utilizzato dall’azienda in tutte le manifestazioni a cui l’azienda partecipa, perfino al Lucca Comics.

La morte

Vincenzo De Toma muore a Milano, che ormai lo aveva adottato, il 24 luglio 2001, all’età di 69 anni. Le cause esatte o le circostanze specifiche del suo decesso non sono state rese pubbliche e rimangono sconosciute nelle cronache ufficiali.

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Fonti:

Wikipedia, Gente di rispetto, Il Corriere della sera

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