Vaccino Covid: anche Canada apre a risarcimento danni

Vaccino Covid: anche Canada apre a risarcimento danni

La notizia è di quelle che lascia ben sperare, fosse altro perché arriva da uno dei paesi più totalitaristi per quanto concerne la somministrazione del vaccino anti Covid. Ovvero il Canada.

Il paese noto per alcuni simboli come il ranger, l’alce o l’acero, ha infatti risarcito 50 persone per effetti avversi gravi da vaccino anti-Covid, sborsando circa 2 milioni e 700 mila dollari in totale.

I numeri però sono molto esigui, alla luce del fatto che la Public health agency of Canada (Phac), ha notificato «52.203 problemi post vaccino, 10.300 dei quali gravi». Quindi un caso grave ogni cinque. Ed ancora, una persona su 10.000 che ha deciso di inocularsi il vaccino anti-Covid, ha sofferto di una reazione al vaccino «con interessamento neurologico, ricovero ospedaliero, postumi permanenti».

Una buona notizia, come detto, non tanto per i numeri in sé. Quanto perché arriva da un paese alquanto estremista sulla vaccinazione contro il Covid, arrivando perfino a bloccare i conti correnti dei camionisti che protestarono contro l’obbligatorietà.

Anche perché in giro per il mondo, per quanto concerne il riconoscimento dei danni da vaccino, la situazione non è certamente migliore, men che meno nel nostro paese.

Risarcimento danni da vaccino: in Italia difficile provarli

Come riporta Il Primato Nazionale, gli altri paesi non stanno facendo meglio ed il caso canadese resta ad oggi quello più avanzato.

Negli Usa, per esempio, sono solo 12 le richieste di risarcimento danni al primo dicembre 2022, mentre nel Regno Unito pare sia in procinto una discussione su un disegno di legge presentato dai conservatori che preveda l’obbligo di assistenza finanziaria di chi ha subito disabilità dopo essersi vaccinato contro il Covid. Nel frattempo il governo corrisponde una tantum una somma di 120mila sterline (circa 136mila euro) per ogni cittadino che abbia presentato effetti avversi gravi a seguito dell’inoculazione.

La Svezia, che, ricorderete, è passato agli onori della cronaca per essere stato l’unico paese europeo praticamente a non prevedere lockdown nemmeno nella fase più acuta della Pandemia (ne abbiamo parlato qui), dal novembre 2021 ha introdotto il risarcimento fino a 1,1 milioni di dollari americani. Corrisposto «senza che il cittadino sia tenuto a dimostrare che la vaccinazione ha causato il danno». E’ sufficiente la «preponderanza della probabilità», su altre cause.

Veniamo all’Italia, paese già tristemente noto per la lentezza del monitoraggio, nonché per il modo con cui è stato trattato chi ha deciso di non vaccinarsi. Dallo scorso gennaio, l’indennizzo ammonta a 50 milioni di euro per quest’anno e a 100 milioni di euro dal 2023.

Cifre che possono sicuramente sorprendere in positivo, ma occorre aggiungere che per vedersele riconoscere bisogna attraversare un iter tortuoso. In coerenza con il riconoscimento generale di ogni diritto nel nostro paese.

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