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Terremoto in Venezuela: usata la Geoingegneria per colpire il paese?

Alla luce del contesto storico, della zona colpita e della violenza dell’evento, che il terremoto in Venezuela sia frutto di geoingegneria.

Il 25 giugno il Venezuela è stata colpita da 2 forti terremoti, con magnitudo 7.1 e 7.5, i più potenti degli ultimi 126 anni. Come racconta SkyTg24, l’epicentro è l’area costiera a ovest di Caracas, provocando crolli di edifici, danni alle infrastrutture e interruzioni di energia e comunicazioni. Molti edifici, seppur non collassati, non sono agibili e diversi andranno probabilmente abbattuti. Tanti rimarranno quindi senza case, uffici dove lavorare, servizi.

La conta di morti, feriti e dispersi continua ad aggiornarsi drammaticamente. Al momento della scrittura, si contano almeno 235 morti, oltre 1.500 feriti e almeno 40 mila dispersi.

Se è vero che il Venezuela ha una storia importante di terremoti, ultimo nel 2018, il contesto storico, la potenza e la zona in cui si è verificato, destano non pochi sospetti che non si tratti di un evento naturale.

Terremoto in Venezuela non naturale e causato dall’uomo?

Come spiega sempre SkyTg24, L’epicentro dei due eventi è stato identificato a circa 24 chilometri a Nord-Est di San Felipe, città situata nella parte settentrionale del Paese, distante 265 chilometri dalla capitale Caracas. Anch’essa colpita da crolli e lesioni.

Si tratta dunque di una zona costiera, molto allettante per il turismo e l’edilizia residenziale. Laddove insistono ancora case popolari e del ceto medio, che ovviamente infastidiscono il business. Già oggetto di speculazione edilizia e cattiva gestione urbanistica.

Ricordiamo che il paese sta vivendo un delicato periodo di transizione politica, dopo l’arresto del presidente Nicolas Maduro per opera degli Stati Uniti d’America. Già provato da pesanti sanzioni, tale evento lo mette ulteriormente in ginocchio e in una posizione indebolita.

Di qui i sospetti che non si tratti di un evento naturale, ma causato dalla moderna tecnologia, definita Geoingegneria.

Molto utile il video realizzato dallo youtuber e tiktoker Greg Garage, che da anni vive e investe a Isla Margarita, un’isola venezuelana che sta vivendo una notevole espansione turistica. Oltre ad aver studiato Ingegneria fisica. Dunque, conosce bene la situazione del paese.

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L’autore ricorda come, oltre alla ricostruzione edilizia, si tratta di acquisto di terreni, rifacimento delle reti idriche ed elettriche, ecc. Qui il sospetto che vi entreranno a gamba tesa gli americani, che già hanno rimosso il potere vigente in Venezuela a loro avverso.

Gli americani hanno già firmato dei contratti in queste settimane e ne stipuleranno altri, approfittando della vicinanza geografica, delle conoscenze, tecniche, del potere politico ed economico a disposizione.

Cos’è la Geoingegneria?

Circa una decina di anni fa, fu la CIA ad accusare la Russia di star adoperando la bio-ingegneria per modificare il clima degli Stati Uniti d’America, giacché da qualche tempo si stavano verificando degli strani eventi climatici.

La Geo-ingegneria è l’insieme delle tecnologie che consentono agli esseri umani di generare eventi altrimenti spiegabili solo con ragioni naturali. Dal 1976, l’ONU vieta qualsiasi uso di tecniche di modifica dell’ambiente a fini militari e ad ogni altro scopo ostile.

La Geo-ingegneria ha origini lontane. Nel 1917, durante la prima guerra mondiale, per esempio, il governo britannico sperimentò con la creazione di nuvole artificiali per confondere e disorientare i piloti dell’aeronautica militare tedesca.

Durante la guerra in Vietnam, nel 1967-68, il governo degli Stati Uniti lanciò l’operazione Popeye, per cercare di aumentare del 30 percento le precipitazioni su alcune parti del Vietnam. Lo scopo era quello di rendere inaccessibili i vari sentieri che i Vietcong utilizzavano per rifornire i ribelli nel Vietnam del Sud.

Ora, tutto lascia presagire che abbiano utilizzato le proprie conoscenze in materia per colpire seriamente il Venezuela, per infliggergli il colpo di grazia. Il Venezuela è tra i paesi con maggiore disponibilità di petrolio al mondo e tra i principali fornitori di oro nero della Cina. Che ricordiamo sta perdendo anche un altro fornitore: l’Iran.

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Pubblicato da Carlo Brigante

Mi definisco un "ribelle" del web. Per contatti e collaborazioni: luca.scialo81@gmail.com

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