Temu ci ruba i dati sul telefono? Come stanno le cose

Temu ci ruba i dati sul telefono? Come stanno le cose

La app cinese di e-commerce Temu è accusata di rubare dati sensibili sul telefono di chi la installa. Ma l’accusa forse nasconde altri motivi

Temu è un’app per lo shopping online che da qualche mese ha fatto la sua irruzione anche in Italia. E, a quanto pare, anche con un notevole successo. Viene un po’ considerata la concorrente cinese di Amazon, ma, soprattutto per la stessa tipologia di prodotti e sconti, di un’altra app cinese: SHEIN.

Su Temu è possibile acquistare un po’ di tutto a prezzi davvero vantaggiosi. Tuttavia, dagli Usa arriva una pesante accusa: che la app Temu rubi i dati sensibili sul nostro telefono attraverso un malware. Ma è davvero così?

Temu accusata di rubare i dati sul telefono tramite malware

L’accusa arriva dagli Stati Uniti, paese sempre diffidente verso tutto quanto arrivi dalla Cina. Basti pensare la brutta fine che hanno fatto fare a Huawei. Come se loro poi fossero esenti da spionaggio, visto che, grazie a Edward Snowden abbiamo addirittura saputo che il governo americano spiasse i capi di stato pure dei loro paesi alleati. Italia compresa.

Ma geopolitica a parte, Temu viene accusata di riflesso poiché Pinduoduo, la sua app gemella, cinese è stata ritirata dall’app store di Google a causa di “malware”. È stato scoperto che il malware presente in Pinduoduo sfruttasse vulnerabilità specifiche per i telefoni Android, consentendo all’app di aggirare le autorizzazioni di sicurezza dell’utente, accedere a messaggi privati, modificare le impostazioni, visualizzare dati da altre app e impedire la disinstallazione.

Google l’ha definita una “app dannosa identificata” e ha invitato gli utenti a disinstallare l’app Pinduoduo, ma il rivenditore online cinese ha negato tali affermazioni.

Secondo l’analisi di Kevin Reed – responsabile della sicurezza informatica presso la società di sicurezza informatica Acronis – Pinduoduo richiede ben 83 autorizzazioni, incluso l’accesso a dati biometrici, Bluetooth e informazioni sulle reti Wi-Fi. Il che è troppo per una semplice app di e-commerce.

Ricordiamo che Pinduoduo è un’app di e-commerce con sede in Cina che vende di tutto, dai generi alimentari all’abbigliamento. È il prodotto di punta della società cinese PDD Holdings, quotata perfino al Nasdaq, quindi sottoposta a tutti i controlli del caso dalla SEC.

Temu e rischio dati: e se ci fosse altro?

Tuttavia, lo stesso Kevin Reed ammette che con Temu non ci sono gli stessi rischi. A partire dal fatto che abbia una sede anche in America, ovvero a Boston. Inoltre, secondo Reed non richiede gli stessi permessi di Pinduoduo.

A fargli eco Daniel Thanos, vicepresidente e capo di Arctic Wolf Labs, un ramo che si occupa specificamente di intelligence della società di sicurezza informatica Arctic Wolf:

Non sono state segnalate funzionalità dannose presenti nel Play ufficiale, nell’App Store o nelle versioni di Temu di terze parti. Le chiavi utilizzate per firmare il malware Pinduoduo non sono le stesse chiavi utilizzate per firmare l’app Temu

Sulla base della nostra analisi, sembra che questo malware prenda di mira principalmente gli utenti cinesi, poiché sembra prendere di mira i dispositivi solitamente venduti e utilizzati in Cina come Xiaomi, Vivo, Oppo, Samsung, ecc., e le loro applicazioni corrispondenti

Insomma, il sentore è che queste accuse siano più legate a un mero fatto di concorrenza che fa paura, dunque meglio buttare fango e lanciare accuse infondate. Del resto, a soli 17 giorni dal suo lancio a settembre, l’app ha superato Instagram, WhatsApp, Snapchat e Shein sull’App Store di Apple negli Stati Uniti, secondo i dati Apptopia condivisi con CNBC. È stato lanciato nel Regno Unito a marzo, poche settimane dopo essere entrato in Australia e Nuova Zelanda. A marzo scorso è stato lanciato anche in Italia.

Qui abbiamo parlato specificamente di Temu (come funziona, cosa vende, ecc.)

Fonte: CNBC

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Pubblicato da Vito Andolini

Appassionato di geopolitica e politica nazionale.

Una risposta a “Temu ci ruba i dati sul telefono? Come stanno le cose”

  1. Ciao, puoi indorare quanto vuoi la pillola, ma è una questione di credibilità: come mi posso fidare di un’azienda che diffonde un’app intenzionalmente maligna in grado di rubare dati dal mio telefono? Sarei pazzo a tenerla, quell’azienda per me ha finito di esistere, anche se volesse fare una nuova piattaforma con nome diverso per lavarsi l’immagine, punto.

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