I vertici del Partito socialista di ieri e di oggi è indagato per illeciti. La Spagna è un modello economico e in questi anni si è opposto a Israele e Usa.
Corsi e ricorsi storici, probabilmente. In Spagna sta accadendo qualcosa che abbiamo già visto in Italia nei primi anni ’90: si indaga contro i vertici del partito a governo che, guarda caso, si sta opponendo alle élites che governano il mondo.
Del resto, già in passato ci sono stati eventi piuttosto inquietanti: blackout alla rete elettrica, blackout alla rete telefonica, incidenti ferroviari.
Perché i burattinai del mondo ce l’avrebbero con la Spagna? Si pensi a quando, a fine 2023, il Premier socialista Pedro Sanchez aveva preso dure posizioni verso Netanyahu. Poi da maggio 2024, come già riportato in un precedente articolo, si sono consumate una serie di decisioni da parte della Spagna che hanno incrinato ulteriormente il rapporto:
- il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte della Spagna;
- l’adesione formale alla causa del Sudafrica presso la Corte Internazionale di Giustizia che accusa Israele di genocidio a Gaza;
- il divieto del governo Netanyahu al consolato spagnolo a Gerusalemme di fornire servizi ai cittadini palestinesi.
E ancora, la Spagna ha imposto uno Stop agli acquisti di armamenti e tecnologie militari da Israele, cancellando anche un contratto multimilionario per munizioni destinate alle forze di polizia. Infine, ha vietato alle 2 basi Nato posizionate sul territorio iberico di far partire aerei americani diretti verso i paesi arabi, in odore di bombardamenti. Sebbene poi Trump abbia trovato il modo di aggirare il divieto.
Perché il Partito socialista in Spagna è indagato?
Le inchieste giudiziarie in corso in Spagna contro il Partito Socialista riguardano i vertici di ieri e di oggi.
Come racconta Quotidiano Nazionale
(…) l’indagine nasce dal salvataggio della compagnia venezuelana Plus Ultra – sostenuta nel 2021 dal governo Sánchez con un finanziamento pubblico da 53 milioni di euro – e che vede coinvolto José Luis Rodríguez Zapatero, ex stella del firmamento socialista spagnolo e tra gli sponsor dell’attuale premier. Zapatero è indagato per riciclaggio e traffico d’influenze (…)
(…) Ieri all’alba gli agenti dell’Unità centrale operativa (Uco) della Guardia Civil si sono presentati nella sede federale del Partito Socialista spagnolo, a Madrid. Non si tratta di una perquisizione, ha precisato lo stesso Sánchez parlando ai giornalisti ieri, ma di un requerimiento, una richiesta formale di documenti, per il caso Leire Díez, conosciuto anche come caso Fontanera (…)
(…) L’indagine riguarda Díez, ex politica del partito socialista spagnolo, Vicente Fernández Guerrero, ex presidente della Sociedad Estatal de Participaciones Industriales (Sepi), una holding pubblica spagnola con cui il governo gestisce le sue partecipazioni nelle aziende strategiche del Paese, e l’imprenditore basco Antxon Alonso (…)
(…) I tre erano stati arrestati a dicembre dell’anno scorso con l’accusa di appropriazione indebita, traffico di influenze e criminalità organizzata, poi sono stati rilasciati e per loro è stato applicato il procedimento delle misure cautelari. Il premier però ha anche diversi problemi in casa. Ad aprile i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio per la moglie Begoña Gómez per i presunti reati di traffico di influenze, corruzione negli affari, malversazione e appropriazione indebita. Inizia invece oggi, giovedì 28 maggio, il processo a carico del fratello minore del primo ministro, David Sánchez, accusato di traffico d’influenze e abuso d’ufficio. Secondo i magistrati, David avrebbe ottenuto un incarico cucito su misura dal consiglio comunale a guida socialista di Badajoz, situato nella comunità autonoma dell’Estremadura, nel luglio 2017 (…)
I socialisti in Spagna già perdono consensi…
Il Partito socialista di Sanchez già sente i primi scricchiolii. Se nelle elezioni politiche dello scorso anno aveva incassato il 31,7 per cento, ora invece viene dato dai sondaggi intorno al 23%. Sogna un ritorno al governo il filo-atlantista Partito Popolare, in crisi da tempo e fermo al 18,9%, che potrebbe fare un accordo con Vox, partito di estrema destra simpatico alla nostra Meloni, di poco sotto nei sondaggi (17,8%).
Sotto la guida di Sanchez, la Spagna è diventato un modello: secondo le stime del Fondo monetario internazionale nel 2025 il Pil della Spagna è cresciuto del 2,8 per cento, il doppio rispetto alla media dell’Eurozona (1,4 per cento).
Secondo le stime andrà bene anche quest’anno: +2,1 per cento la Spagna e +1,1 l’Eurozona. Numeri interessanti rispetto al +0,5 per cento di crescita dell’Italia. Troppo, per chi vuole un’Europa povera e inginocchiata.