Il Tg1 è diventato spazio personale dei Ministri, che rilasciano lunghe interviste per ribadire la propria difesa.
La Rai, come tante volte scritto sulle nostre pagine, diventa un’arma mediatica di chi va al Governo. Proprio come un tempo fu la radio per il Fascismo. E’ stato così durante la Prima Repubblica, ma in modo ancora più evidente nella Seconda dato il sistema bipolare e pure nella Terza.
Il Governo Meloni ha però fatto un passo in più, smantellando Raitre, un tempo Riserva indiana della sinistra. Sebbene, alla fine, si sia trattata più di una fuga spontanea di chi ha solo fatto vittimismo ideologico.
Ma anche su Raiuno la cosa è tangibile. Basta vedere cosa accade al Tg1 delle 20, tornato a tempi di Augusto Minzolini, il quale, ai tempi in cui fu direttore, deliziava i telespettatori con degli editoriali imbarazzanti di parte. Non a caso, dal Tg andarono via diverse personalità importanti, mentre La7 colse l’occasione a volo per raccogliere l’emorragia di telespettatori in fuga lanciando il Tg delle 20 con un personaggio di punta: Enrico Mentana. Ma i poveri passarono dalla padella alla brace: quest’ultimo, infatti, provocava particolare ansia col suo modo di raccontarlo, soprattutto perché erano i tristi tempi dello Spread che saliva alle stelle per colpire il governo Berlusconi IV in carica.
Ma torniamo a oggi. Il Tg1 è diventato spazio personale dei Ministri, che rilasciano lunghe interviste per ribadire la propria difesa.
Da Sangiuliano a Salvini, chi è il prossimo intervistato dal Tg1?
Aveva scatenato non poche polemiche già l’intervista all’ormai ex Ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, il quale è stato travolto, fino alle dimissioni, da un sexgate. L’inchiesta è in corso, quindi occorrerà stabilire ancora come stanno le cose.
L’intervista a Sangiuliano, per opera dello stesso direttore, andata in onda subito dopo il Tg1, è durata quasi 10 minuti. Cosa che si è potuta fare perché lo spazio occupato irremovibilmente dalla trasmissione di Bruno Vespa Cinque minuti, era ancora libero complice la pausa estiva. Orbene, si è trattato di una sorta di arringa difensiva, dove l’ex direttore del Tg2 arrivò anche a commuoversi per il disagio provocato in primis alla moglie.
Sabato scorso è toccato invece a Salvini, a sua volta coinvolto nel processo Open arms, intervistato per 4 minuti, dove ha potuto esporre la propria posizione a riguardo.
Chi sarà il prossimo? In fondo, questo governo è così imbarazzante che sforna casi continuamente.