Referendum Eutanasia inammissibile: la solita Italia arcaica

Referendum Eutanasia inammissibile: la solita Italia arcaica

Introduzione

Se non fosse stato per i Radicali negli anni ’70, l’Italia sarebbe rimasta arretrata su molti temi sociali per altri anni. Governata com’era da un partito vaticanista come la Democrazia cristiana, ma anche influenzata da ideologie, seppur opposte, comunque ugualmente conservatrici su certe questioni. Come Pci e Msi. Da anni i Radicali hanno perso peso politico, sebbene qualcosa propongono ancora, come il Referendum sull’Eutanasia. Ritenuto però inammissibile dalla Corte Costituzionale.

Si tratta di temi etici, per carità. Ricordo ancora il dibattito intorno alla vita della povera Eluana Englaro. Eppure quanti si oppongono alla libertà di una persona di decidere di porre fine alla propria non-vita, dovrebbero anche mettersi nei panni di chi vive in quella gabbia. Nonché dei familiari che li assistono.

Detto ciò, vediamo perché il Referendum sull’Eutanasia è stato bocciato.

Referendum Eutanasia perché bocciato da Consulta

Come riporta LaRepubblica, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sull’eutanasia, primo degli otto quesiti presi in esame oggi. Questa la nota della Consulta:

La Corte costituzionale si è riunita oggi in camera di consiglio per discutere sull’ammissibilità del referendum denominato Abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente). In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché, a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili. La sentenza sarà depositata nei prossimi giorni

Quindi, la parte fondamentale è il passaggionon sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili“.

Lasciando perdere le reazioni politiche, che lasciano sempre il tempo che trovano, trovo interessanti due dichiarazioni. Quella di Mina Welby, moglie di Giorgio, che per anni ha combattuto per il marito su questo tema:

Non me lo aspettavo. Dalla Corte costituzionale mi è arrivata una stilettata al cuore. Sono senza parole e molto triste. Sto pensando a cosa poter fare, vorrei portare avanti l’eredità di mio marito perché era lui che voleva una buona legge sul fine vita. Ora voglio far pressione sui parlamentari perché la legge su cui stanno lavorando diventi una buona legge, che includa tutte le persone che ne avranno bisogno

Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, che si sta battendo sul tema anche accompagnando persone in Svizzera per trovare la morte assistita:

è una brutta notizia per la democrazia nel nostro paese, sarebbe stato una grande occasione su un tema che tocca la società italiane, e soprattutto le persone che saranno costrette ad attendere ancora molto tempo. Ma la battaglia per l’eutanasia legale non si ferma, useremo ogni strumento per noi utile per arrivare a un diritto umano e civile che deve essere conquistato dal nostro paese. Il referendum sarebbe stata la strada più utile ma lo faremo lo stesso

Conclusioni

La colpa comunque non è della Magistratura che si esprime tecnicamente, anzi spesso proprio delle sentenze hanno ripristinato dei maltolti. Quanto della politica che non legifera su questioni che riguardano la vita di tutti noi.

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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