Ideatore dell’auto ad acqua fu assassinato? Chi era Stanley Meyer

Ideatore dell’auto ad acqua fu assassinato? Chi era Stanley Meyer

La pila a combustione ad acqua è stata ideata da Stanley Allen Meyer, morto misteriosamente dopo una cena, forse per avvelenamento.

Alla luce del cronico caro benzina, dell’inquinamento provocato dal petrolio e dal gas, e più di recente, della scarsa affidabilità e dei costi elevati delle auto elettriche, il sogno di un’auto che vada ad acqua è sempre lì nel cassetto di tutti. Ma è praticamente irrealizzabile, tra lobby vecchie e nuove che ne ostacolano la realizzazione. Ci aveva provato Stanley Meyer.

Ma per questo ha fatto presto una brutta fine, un po’ come, restando sempre nel settore energetico, quella di Enrico Mattei (qui la sua storia).

Vediamo chi è Stanley Meyer e la sua invenzione.

Stanley Meyer chi è

Come riporta Wikipedia, Stanley Allen Meyer, nato nel 24 agosto 1940, sosteneva che un veicolo riadattato con il suo dispositivo sarebbe stato in grado di usare come combustibile della semplice acqua al posto della benzina. Aveva infatti ideato una pila a combustibile ad acqua.

In un servizio sulla WSYX (TV dell’Ohio), Meyer esibì una dune buggy che sosteneva fosse spinta dalla sua pila a combustibile ad acqua, stimando un consumo di soli 83 litri (22 galloni secondo l’unità di misura americana) di acqua per andare da Los Angeles a New York. Parliamo di un totale di circa 4500 km.

Inoltre, sostenne di avere sostituito le candele di accensione con “iniettori” che spruzzavano una miscela di idrogeno/ossigeno nei cilindri. L’acqua era sottoposta a un risonanza elettrica che la dissociava nei suoi componenti atomici di base.

Dunque, alla luce di questo meccanismo, la sua pila a combustibile ad acqua era in grado di scindere l’acqua in gas di idrogeno ed ossigeno, bruciando e producendo vapore acqueo. Il tutto, in un tradizionale motore a combustione interna. Quindi, nessun stravolgimento della produzione automobilistica tradizionale, come invece vuole imporre l’ideologia dell’elettrico, con un danno inestimabile per chi deve produrle e chi deve acquistarle.

La sua invenzione fu bollata come pseudoscienza dalla rivista Nature, poiché non avrebbe basi scientifiche solide. Inoltre, fu anche denunciato da due investitori che lo accusarono di avergli venduto qualcosa di inesistente e senza brevetticontroprove a sufficienza sul suo funzionamento. Il tribunale dell’Ohio riconobbe Meyer colpevole di “una grossolana frode” e gli ordinò di rimborsare ai suoi investitori la somma di 25mila dollari.

Come morì l’inventore della pila a combustione ad acqua

Stanley Meyer morì due anni dopo, il 20 marzo del 1998, dopo aver cenato in un ristorante. Era lì con due investitori di nazionalità belga, presumibilmente per una cena di lavoro al fine di un accordo commerciale.

Il fratello ha testimoniato che Meyer corse improvvisamente fuori il locale, esclamando “Mi hanno avvelenato“. Un’indagine successiva ha invece associato la sua morte alla patologia di cui soffriva, ovvero l’ipertensione, che forse in un momento di grave picco, gli avrebbe provocato un aneurisma cerebrale.

I sostenitori di Meyer, invece, sospettano che egli sia stato davvero avvelenato per la sua invenzione rivoluzionaria. Mentre uno dei due investitori presenti alla cena, Philippe Vandemoortele, ha seccamente smentito l’ipotesi dell’avvelenamento, visto che lo sosteneva finanziariamente da diversi anni e lo considerava un amico.

Nonostante la sua invenzione non sia protetta da brevetti e copyright, in tutti questi anni nessuno l’ha ripresa per un possibile utilizzo. Forse si guardano bene dal farlo…

Come funziona la pila a combustione ad acqua di Stanley Meyer

Riassumiamo il breve funzionamento tecnico della pila a combustibile ad acqua di Meyer.

Essa si basa sul presupposto che sia in grado di separare l’acqua nei suoi componenti, ovvero:

  1. idrogeno
  2. ossigeno

Il primo viene bruciato per produrre energia, un processo che a sua volte ricostituisce molecole d’acqua. Pertanto, secondo Meyer, il dispositivo richiede un’energia al di sotto dei requisiti minimi previsti o misurati dalla scienza convenzionale per compiere l’elettrolisi. Il meccanismo di azione presunto coinvolge il gas di Brown, con cui si intende una miscela di ossidrogeno con un rapporto stechiometrico di 2:1. Praticamente la stessa composizione dell’acqua liquida.

Tali postulati, di fatto, avrebbero abbattuto le prime due leggi della termodinamica, rientrando così tra i dispositivi basati sul moto perpetuo.

All’inventore fu confutata anche la stessa denominazione della sua invenzione, dato che il termine “pila a combustibile” viene solitamente utilizzato per celle che producono elettricità per mezzo di una reazione chimica di riduzione. Invece, il meccanismo proposto da Meyer consumasse elettricità.

Qui abbiamo parlato di un altro inventore italiana, che realizzò un macchinario in grado di creare nuvole: Pier Luigi Ighina.

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