Vediamo chi è e cosa fa il meteorologo, come si diventa, quanto guadagna, se conviene davvero intraprendere questa professione.
Da alcuni anni, la figura del Meteorologo popola frequentemente gli spazi televisivi, partecipando attivamente ai talk show, ridendo, scherzando e familiarizzando con i presentatori e gli altri ospiti. Diversamente da quanto facevano figure seriose e austere come il Generale Edmondo Bernacca e il Capitano Guido Caroselli.
Pertanto, è aumentato anche l’interesse intorno alla figura del meteorologo. Di seguito, rispondiamo a un po’ di curiosità in merito ai meteorologi. Come chi è e cosa fa, come si diventa, quanto guadagna, se conviene davvero intraprendere questa professione.
Meteorologo: chi è e cosa fa?
Innanzitutto, partiamo dalla materia di cui si occupa: la meteorologia. Si tratta, di fatto, della scienza che studia e analizza i fenomeni atmosferici a partire dai processi che li producono sul breve periodo. Si distingue dalla climatologia, che invece studia gli eventi e i mutamenti climatici sul lungo periodo.
Il meteorologo, pertanto, effettua osservazioni, rilevamenti e misurazioni che riguardano diversi fenomeni atmosferici, quali:
- la pressione
- i venti
- la temperatura
- la nuvolosità
- l’umidità.
Una volta raccolti tutti i dati utili intorno ad essi (confrontandoli poi con altri fattori tipicamente locali, come l’orografia del territorio e il microclima), formula previsioni quanto più attendibili possibili, per quanto, comunque, fallibili proprio perché si tratta di previsioni. Inoltre, cerca di non andare troppo in là col tempo, generalmente entro i 3-5 giorni, giacché più si dilata il lasso temporale della previsione, più si abbassa la percentuale di riuscita delle stesse.
Oltre alle mere previsioni in favore di tv, radio, siti web, i meteorologi fanno anche ben altro, come:
- interpreta i dati raccolti dalle stazioni meteorologiche terrestri e aeree;
- gestisce rilevazioni relativamente a temperature, precipitazioni, ecc, attraverso l’utilizzo di appositi strumenti (termometri, barometri ecc.);
- gestisce l’archiviazione dei dati relativi all’andamento climatico all’interno di apposite banche dati.
Dunque, è una figura fondamentale non solo per dirci se possiamo andare al mare, fare la scampagnata o indossare quella maglia che tanto ci piace, bensì, svolge anche un ruolo importante dal punto di vista scientifico e statistico.
Come si diventa Meteorologo?
Contrariamente a quanto si possa immaginare, la figura del meteorologo non è riconosciuta a livello normativo, dunque non esistono precisi percorsi di studi né un albo professionale al quale iscriversi.
Gli studi principali, pertanto, riguardano la fisica e la matematica, dunque conoscere i principali linguaggi di programmazione, le tecniche di analisi statistica e le procedure di archiviazione.
Pertanto, le lauree ideali sono
- Fisica
- Ingegneria
- Matematica
- Scienze ambientali
- Fisica dell’atmosfera
Non manca poi la possibilità di conseguire corsi post-laurea e master per specializzarsi ulteriormente nell’ambito della meteorologia.
Quali sono i requisiti per diventare Meteorologo?
Quanti vogliono intraprendere questa professione, devono essere predisposti verso le materie scientifiche. In particolare, la Matematica, la Fisica e le Scienze Naturali. Inoltre, soprattutto per chi intende lavorare in tv o produrre podcast per il web, serve anche una certa bravura e disinvoltura nell’esposizione orale e davanti alla telecamera.
Dove lavora un Meteorologo?
Lo sbocco naturale per un meteorologo sono ovviamente i servizi meteo nazionali e internazionali. Ma anche:
- università e istituti di ricerca, come docenti o ricercatori;
- le associazioni ambientaliste;
- gli enti preposti alla sorveglianza del territorio;
- le agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (ARPA – Agenzia Regionale Protezione Ambientale);
- le aziende che si occupano di sviluppare modelli matematici, strumentazioni e software meteorologici;
- le aziende attive nel settore tutela, certificazione e valutazione ambientale;
- il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA);
- il Sistema Meteorologico dell’Aeronautica Militare;
- Protezione Civile.
Può infine trovare lavoro in società che si occupano del settore dei trasporti, del turismo, dell’agricoltura, della produzione di energie rinnovabili e dell’organizzazione di eventi sportivi. Insomma, in tutti quei contesti dove è utile la figura di un professionista che fornisca previsioni meteo quanto più precise possibili, al fine di organizzare al meglio le relative attività. Soprattutto, inutile dirlo, quelle rivolte alla natura e che si svolgono all’aria aperta.
Quanto guadagna il Meteorologo?
Lo stipendio di un meteorologo, come per tutte le professioni, varia in base al settore in cui lavora e alla sua esperienza. Ovviamente, si parla di cifre approssimative e già saltiamo la prima fare fatta di tirocini ed esperienze in cui si ottiene solo un rimborso spese.
- Profilo junior a inizio carriera: tra i 18 e i 20 mila euro annui;
- Profilo intermedio, con almeno 3 anni di esperienza: tra i 28 e i 30 mila euro annui, dunque 1.300/1.400 euro mensili;
- Profilo senior: tra i 40.000 e i 60.000 euro. Mensilmente, la forbice va tra i 3.000 euro e i 5.000 euro.
Altri introiti possono pervenire da
- gettoni di presenza a convegni e programmi televisivi;
- stipulare collaborazioni con siti web;
- pubblicare saggi e articoli scientifici.
Oggi il meteorologo può giocarsi le proprie carte anche sui Social, ottenendo guadagni dai suoi video. Si pensi a TikTok.
Non essendoci un Albo, non esiste un codice deontologico a cui attenersi. Certo, ne va della credibilità di questa figura e non occorre esagerare diventando dei Santoni. Anche perché spararle grosse paga solo nel breve periodo, ma sul lungo si perderanno followers e consensi.
Conviene fare il Meteorologo?
Alla luce dei cambiamenti climatici in atto, il meteo è diventato un argomento caldo su tv e social. Pertanto, la figura del meteorologo è diventata accattivante. Tuttavia, occorre sapere che bisogna eseguire degli studi seri e impegnativi, in materie come fisica, matematica e scienze naturali. Inoltre, occorre essere appassionati di e portati per la statistica e l’archiviazione.
Non esiste un albo al quale iscriversi, ma occorre comunque tenere un profilo alto, serio e credibile. Le prospettive di guadagno sono ottime, ma occorre comunque acquisire una certa gavetta e un solido curriculum per arrivare a certe cifre.
Conclusioni
