Il gruppo dei Lefebvriani prende il nome da Marcel Françoise Lefebvre, sacerdote francese che si oppose al Concilio Vaticano II.
Il primo luglio 2026 si è verificato ciò che il Vaticano temeva: la nomina di quattro vescovi senza mandato pontificio, da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Più semplicemente nota come i Lefebvriani. Di fatto, la scomunica da parte di Papa Leone XIV resta inevitabile.
Ma chi sono i Lefebvriani e perché questa scomunica potrebbe preoccupare il Vaticano?
Chi sono i Lefebvriani?
Come spiega Skytg24, il gruppo dei Lefebvriani prende il nome da Marcel Françoise Lefebvre, sacerdote francese della Congregazione dello Spirito Santo. Il quale si distinse per la sua posizione molto critica rispetto al Concilio Vaticano II.
Nato a Tourcoing, comune nel Nord della Francia, nel 1905, ha operato per molti anni in Africa: prima come missionario in Gabon, poi come vescovo in Senegal.
Ha intrapreso uno scontro con la Santa Sede a partire dai primi anni ’60 del secolo scorso, contestando le riforme che il Vaticano stava improntando in favore di una maggiore modernità. In primis, la riforma liturgica che ha portato l’addio alla messa in latino, ma anche il documento Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa.
Consumatasi una insanabile frattura tra le parti, nel 1970 Lefebvre fonda in Svizzera la Fraternità Sacerdotale Pio X, ispirata al pensiero di Papa Sarto: il Papa che nei primi anni del Novecento si pose come figura anti-modernista della Chiesa.
Inizialmente, la Chiesa cattolica apostolica romana ha assunto una posizione di tolleranza nei loro confronti, sebbene celebrassero la messa senza le novità introdotte dal Concilio e che il vescovo francese attaccava pubblicamente le riforme introdottebollandole come “neo moderniste” e “neo protestanti“.
Nel 1975 si arriva però all’inevitabile scioglimento della Fraternità con un atto firmato dal vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, Pierre Mamie. Papa Paolo VI tenta una riconciliazione, ma lo strappo diventa definitivo il 29 agosto 1976, quando Lefebvre celebra messa a Lilla davanti a 10mila fedeli, violando di fatto la sospensione in vigore dal mese precedente.
Nel giugno 1988 si arriva a un vero e proprio Scisma, giacché il vescovo francese ordina 4 religiosi senza alcun consenso dell’allora Papa Giovanni Paolo II.
A partire dagli anni ’90, le parti sembrano lentamente riavvicinarsi, sia per la morte del fondatore, avvenuta nel 1991, sia per le posizioni più tradizionaliste di Papa Ratzinger, successore di Woytila. Il quale nel 2007 stabilisce la liberalizzazione della messa preconciliare.
Altri progressi si fanno poi con Papa Francesco, che riabilita in parte i Lefebvriani nelle loro funzioni. Oggi il nuovo strappo, forse definitivo.
Perché i Lefebvriani possono preoccupare il Vaticano?
L’insorgere di uno Scisma all’interno della Chiesa Cattolica non è mai una buona notizia, perché potrebbe sì essere una “tempesta in un bicchiere d’acqua” o una microfrattura tutto sommato gestibile. Tuttavia, possono anche dare vita a movimenti ben più grandi, che possono trascinare migliaia se non milioni di adepti, come accaduto in altri casi: Chiesa ortodossa, Chiesa anglicana, Chiesa protestante, ecc.
In un mondo frammentato e confuso, nel quale la Chiesa romana fa sempre più fatica a leggere il presente, il rischio di perdere pezzi in quel di Francia, è piuttosto serio e concreto. Del resto, la nomina illegittima dei 4 nuovi vescovi ha visto la partecipazione di 20 mila persone provenienti da tutto il mondo.