Il nervosismo causa ipertensione? Come stanno le cose

Il nervosismo causa ipertensione? Come stanno le cose

In molti ritengono che il nervosismo possa causare ipertensione. Ma è davvero così? Cerchiamo di scoprirlo di seguito.

Molto spesso nella mia attività lavorativa le persone mi chiedono e mi dicono che sono nervose e secondo loro il sistema nervoso gli aumenti la pressione sanguigna. In realtà ciò è possibile ma per brevi periodi di tempo, diciamo dell’ordine massimo di qualche minuto quindi non in grado di alterare in modo univoco e definitivo questo parametro.

Il meccanismo alla base dell’ipertensione

L’ipertensione infatti è una condizione cronica non già temporanea e, come detto nel precedente scritto che potete trovare QUI, può regredire se è secondaria ad alcune patologie se queste sono ovviamente curabili. Ad esempio nel raro feocromocitoma, che è una neoplasia benigna dei surreni, questi tendono a produrre un eccesso di adrenalina che, quando liberata in circolo determina picchi pressori parossistici (quindi improvvisi e incredibili) che possono perdurare per il tempo che impiega l’organismo a metabolizzare questo eccesso di catecolamine (adrenalina, noradrenalina et similia) il cui effetto si esplica non già sull’anatomia del vaso sanguigno, ma sulle terminazioni nervose ad esso afferenti (quindi che vi giungono dal sistema vegetativo).

La causa sostanziale e definitiva dell’ipertensione è l’alterazione istologica (quindi del tessuto) delle arteriole e nello specifico della struttura da cui dipende anche la muscolatura liscia, la quale è sensibile oltre che al segnale nervoso, sia in senso dilatatorio che costrittivo, anche a quello ormonale e dei neuropeptidi che circolano nel sangue, ma che di norma non sono fondamentali per la regolazione del flusso sanguigno.

Una volta che il sangue fuoriesce dal ventricolo sinistro possiede una pressione pari a quella sistolica massima e sarà compito dell’albero arterioso ridurre questo valore via che si dirama nell’organismo. L’aorta, il principale vaso sanguigno ha un diametro di 3 centimetri in media, che fanno circa 9,5 cmq ma, via via che si diramano nuove arterie e da queste si passa successivamente alle arteriole, la superficie di distribuzione di questa pressione (110 mmHg) cala sempre più, fino a raggiungere valori prossimi a 28 mmHg. Ciò è determinato dal fatto che la superficie complessiva delle arteriole ammonta a diversi metri quadri e quella capillare addirittura a 70, ragion per cui la divisione e ramificazione dei vasi sanguigni diviene di fatto il motivo principale di riduzione della pressione sanguigna.

La pressione sanguigna deve essere pari a quella atmosferica, 760 mmHg più il valore di quella generata dalla contrazione cardiaca, atta a mantenere pervie (aperte) arterie e vene che diversamente per valori pressori sotto i 60 mmHg possono collassare. Il significato di questi valori lo potete trovare nel primo scritto che potete trovare QUI.

Il nervosismo causa ipertensione solo per brevi periodi

Anche impegnandoci con la volontà non possiamo modificare un parametro vitale autonomo che ad essa non fa capo, ma possiamo tramite essa modificare solo per brevi periodi la pressione sanguigna, anche perché il sistema nervoso consuma parecchie calorie e va facilmente incontro a “stanchezza” fisiologica per cui presto torna nel suo stato basale.

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Pubblicato da Francesca Silvana Scoppio

Medico chirurgo specialista in medicina interna e attualmente presto servizio nella ASL di Bari.

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