Germania paga cara guerra a Russia: da gas a bilancia commerciale

Germania paga cara guerra a Russia: da gas a bilancia commerciale

Bilancia commerciale della Germania mai così male dal 1991

Gli Stati Uniti, come sempre, si sono fatti bene i loro conti. Hanno aspettato che la Merkel andasse in pensione per spingere l’Unione europea contro la Russia. E’ noto infatti quanto la Cancelliera, alla guida del paese politicamente ed economicamente più influente dell’Ue, tenesse un freno alla politica dei dazi contro i russi. Fortemente voluta dagli americani, che vogliono abbatterli fino all’ultimo europeo.

Consapevole di quanto la Germania dipendesse dai russi a livello economico, promuovendo di fatti molti accordi bilaterali. Così come faceva con Erdogan. Perché la Merkel perseguiva gli interessi nazionali. Non proprio come fatto dai governi italiani susseguitisi dal 2011.

E ora la Germania sta pagando a caro prezzo la guerra commerciale e, indirettamente, militare, mossa a Putin. La bilancia commerciale – che rapporta l’export con l’import, ed è positiva quando il primo supera il secondo – non andava così male dal 1991.

Come riporta Contropiano, il tracollo della bilancia commerciale tedesca è stato infatti improvviso e verticale, non un lento declino dovuto a fattori diversi. Si parla di appena 1 miliardo in deficit, ma se vieni da surplus oscillanti tra i 1.500 e i 2.500 miliardi, la differenza è clamorosa.

La Germania aveva beneficiato più di ogni altro paese della creazione dell’Unione europea, avendo ridisegnato le filiere produttive del vecchio continente a proprio vantaggio.

Naturalmente, bisogna guardare a quali esportazioni sono crollate e quali importazioni sono cresciute, e verso quali partner internazionali. Nei confronti dei Paesi dell’Unione Europea (quelli su cui l’economia tedesca esercita una oggettiva egemonia) il saldo congiunturale è stato ancora positivo per 5,7 miliardi, mostrando un calo dell’export del 2,8% e un aumento dell’import del 2,5%.

E anche la pandemia ha avuto conseguenze diverse sui due piatti della bilancia: dopo i lockdown le esportazioni sono, sì, risalite (+11,7% in un anno), ma le importazioni hanno fatto lo stesso per il 27,8%. Oltre il doppio.

Ma è nei confronti dei paesi extraeuropei che il bilancio è totalmente negativo. Ed è qui che casca l’asino: se in direzione degli Stati Uniti la bilancia è ancora positiva per 6,7 miliardi, nei confronti della Russia il dato è catastrofico. Visto che le esportazioni si sono ridotte di un terzo rispetto all’anno scorso (-29,8%), l’import si è più che dimezzato (-54,5%).

Russia taglia gas alla Germania

E veniamo alla questione gas. Come riporta StartMagazine, in questi giorni la Russia ha ridotto del 60 per cento le forniture di gas naturale che passano per il Nord Stream 1: è il gasdotto che arriva in Germania dal mar Baltico, nonché una delle infrastrutture energetiche più importanti per l’Europa.

La dipendenza è molto alta proprio in Germania, l’economia più grande dell’Unione. Il governo tedesco ha già attivato la seconda fase (su 3) del piano d’emergenza per prepararsi alla possibilità di un blocco totale dei flussi dalla Russia. che avrebbe conseguenze molto negative per l’attività industriale.

Gli esperti chiamati dal governo tedesco per elaborare dei possibili scenari hanno dimostrato che in nessuno di questi la Germania può fare senza il gas russo. Anzi, potrebbe addirittura togliere gas agli impianti produttivi per poterlo dare alla popolazione. Il che porterebbe ad una recessione economica.

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