Caso Gerardo Torre: medico che ha curato 3.700 pazienti ma rischia sospensione

Caso Gerardo Torre: medico che ha curato 3.700 pazienti ma rischia sospensione

Introduzione

Il Covid-19 sta facendo emergere tutti i limiti possibili di questo paese. Ma anche le sue ingiustizie e le sue contraddizioni. Come quella di Pagani Gerardo Torre, che ha curato 3.700 pazienti ma ora addirittura rischia la sospensione.

Gerardo Torre ha 66 anni ed è un medico di famiglia. Tra quei pochi che ha ancora a cuore la salute dei pazienti, che li segue, che si abnega per loro come il Giuramento di Ippocrate su cui hanno giurato impone.

Ecco perché Gerardo Torre rischia la sospensione.

Perché Gerardo Torre rischia sospensione

Come riporta La nuova bussola quotidiana, il medico di base campano non si è attenuto alla ormai perversa logica della vigilante attesa a base di Tachipirina (pure pericolosa, come riporto qui) ed è diventato uno dei medici più attivi del Comitato per le cure domiciliari (UCDL) dell’avvocato Grimaldi.

Così, quando i pazienti hanno incominciato a chiamarlo, lui ha continuato a curare come niente fosse. E quando sono arrivati anche i pazienti degli altri medici del territorio, abbandonati a loro volta a causa delle linee guida del ministro Speranza appena bocciate dal Tar (sentenza poi ribaltata dal Consiglio di Stato), è arrivata la segnalazione all’Ordine dei medici di Salerno. Presso il quale dovrà comparire il 28 gennaio prossimo.

In una intervista al sito stesso, Gerardo Torre si è detto dispiaciuto

Beh, non sono certo contento di avere contro così tanti colleghi solo perché non ho voluto accettare le linee guida sbagliate che hanno prodotto solo storture

Potete leggere l’intervista completa sul sito de lanuovabq.

Conclusioni

Cosa aggiungere? Questa è l’Italia. In questi giorni è ricorso anche il decennale della tragedia della Costa Concordia consumatasi nell’Isola del Giglio, passata alla storia per la tragicomica telefonata tra il comandante Francesco Schettino e il capitano Gregorio De Falco.

Orbene, come riporta Il Fatto quotidiano, quest’ultimo non è più in una sala operativa della Guardia Costiera. Dove lavorava in modo eccellente, ma si trova al comando logistico della Marina militare, a Nisida, vicino a Napoli. Niente più motovedette, ma beni patrimoniali e immobili.

A suo avviso un trasferimento punitivo perché allontanato dagli incarichi operativi. Ha fatto pure ricorso al Tar e ha perso.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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