Don’t worry darling: ennesimo thriller-psicologico che annoia

Don’t worry darling: ennesimo thriller-psicologico che annoia

Don’t worry darling è il terzo film alla regia per Olivia Wilde, attrice Under 40 protagonista di diversi ruoli grazie al suo volto conturbante e seducente, ma al contempo enigmatico.

Questa pellicola però di tutto ciò ha ben poco. Più che raccomandare alla propria cara di non preoccuparsi, diremmo che forse sarebbe meglio raccomandargli di non annoiarsi. Già perché questo film è una sorta di The Truman Show in salsa thriller-psicologico con velature horror. Ma più scontato e meno coinvolgente.

Vediamo la trama di Don’t worry darling e la recensione.

Don’t worry darling trama

Un uomo ha realizzato una sorta di Metaverso che traspone le persone infelici in un mondo immaginario, ambientato in una tranquilla cittadina anni ’50. Dietro famiglie tranquille e modello si nasconde però una profonda infelicità, nascosta come polvere sotto al tappeto da una tecnologia ai confini dell’immoralismo.

A svelare il sistema e a cercare di combatterlo è Alice, casalinga premurosa interpretata da Florence Pugh. Attrice ormai consolidata in ruoli di protagonista del genere, se si pensa anche al precedente Midsommar (di altro livello però, lo abbiamo recensito qui). Suo marito Jack però non vuole credergli, annebbiato da un mondo virtuale gli sta dando grandi soddisfazioni professionali. Che non ha avuto nella vita reale. Ad interpretarlo è Harry Style, stella del Pop sempre più calato nel ruolo di attore.

Ad onor del vero, anche Alice era insoddisfatta nella sua vita reale, essendo una infermiera dai turni massacranti. Quanto meno però, come ammetterà ella stessa al marito, quella era la sua vita.

Don’t worry darling recensione

Per quanto il progetto sia interessante, e sia stato anche mediaticamente molto pompato, il risultato finale è uno dei tanti lungometraggi che si inseriscono nel genere Thriller/Horror-psicologico. Di quelli che si svelano gradualmente nel tentativo di spiazzare lo spettatore facendo emergere tutta un’altra realtà rispetto a quella che ci proponeva all’inizio.

Ma dal succitato The Truman Show ne sono passati di anni e il giochino comincia a non funzionare più.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, guest post, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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