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Covid-19, la mano di Francia e Usa nella creazione del virus in laboratorio

Data ultima modifica: 3 Novembre 2020

Sulle origini del nuovo Coronavirus Covid-19 quasi nessuno si chiede più. Alle prese come siamo con la lotta per la sopravvivenza quotidiana. Tra mascherine, restrizioni, misuratori di febbre, distanziamento sociale e crisi economica.

Quando tra marzo e aprile eravamo tutti chiusi in casa, avevamo più tempo per cercare in rete. E di cose ne abbiamo trovate. Come, per esempio, il fatto che già nell’ottobre 2019, gli atleti militari che avevano partecipato alle Olimpiadi di Wuhan, avessero subito i sintomi ormai stranoti del virus. O di come, il Premio Nobel per la Medicina 2009, ritenesse che fosse stato creato in laboratorio nel tentativo di creare una cura contro l’Aids.

Perfino la Rai si è fatta scappare qualcosa. Con la trasmissione Leonardo, sgamata sempre via web, che nel 2015 aveva già parlato di un supervirus creato in laboratorio.

Probabilmente, il virus ha origini cinesi solo per fattori di geolocalizzazione. Perché a quanto pare, altri due sarebbero gli Stati artefici del virus: Francia e Usa. Dei secondi, ho sospettato inizialmente. Della seconda sinceramente mai. Ma a torto. Ecco cosa c’entrano con il .

Covid-19, laboratorio di Wuhan ideato da Francia e continuato da Usa

laboratorio wuhan

Una bella delucidazione ce la dà Alberto Negri, collaboratore anche de IlSole24Ore, su Tiscali. Che parla di Wuhan Connection.

Nel 2004 la Francia avvia il progetto per costruire a Wuhan un laboratorio “P4” per la ricerca dei virus animali. L’interesse della Francia non deve sorprendere. Gli scienziati cinesi per anni vengono addestrati a Lione agli standard più elevati di sicurezza dato l’altro grado di pericolosità di questi laboratori.

Nel 2017 il “P4” di Wuhan viene inaugurato ma i cinesi tengono fuori i 50 ricercatori francesi che dovevano accedervi secondo gli accordi stipulati da Parigi. I francesi temevano che Pechino volesse dotarsi di armi batteriologiche. Timori che in realtà ha pure la CIA americana.

Subentrano così gli americani e indovinate con chi? Proprio con quel super-esperto di Anthony Fauci. Col quale Trump fa braccio di ferro fin dall’inizio della vicenda.

Fauci è capo da quasi 40 anni della sanità americana ed stato consigliere di tutti i presidenti a partire da Ronald Reagan. Farlo fuori è praticamente impossibile, trattandosi di un vaso di Pandora in carne ed ossa. Pure per un borderline come The Donald.

Nel 2019 Anthony Fauci, come capo del National Institutes of Allergy and Infectious Disease (Niaid), finanzia con 3.7 milioni di dollari un progetto sui virus proprio a Wuhan. Finanziamenti massicci che andavano ad aggiungersi ad altri precedenti di 7,4 milioni.

La ricerca è diretta a Wuhan da Shi Zheng Li, addestrata proprio a Lione nel laboratorio ad alta sicurezza Jean-Merieux. Ha conseguito poi la tesi di dottorato a Montpellier.

Nel 2016 viene insignita della Legione d’Onore insieme al capo di tutti i laboratori cinesi, Yuan Zhiming.

A Shi Zheng Li, 55 anni, si devono le maggiori ricerche sui virus portati dai pipistrelli e che si trasmettono all’uomo. Scienziati stimati i cinesi, che gli americani corteggiano.

Il progetto doveva essere condotto da un’organizzazione “no profit”, la EcoHetalth Alliance. Ma è stato cancellato soltanto il 24 aprile scorso, quando ormai la pandemia si era diffusa. E proprio Trump, Macron (nonché la Merkel) avevano cominciato ad accusare Pechino di scarsa trasparenza sui dati della pandemia.

Peraltro, già Newsweek sottolinea che diversi scienziati americani avevano criticato la collaborazione con i cinesi a Wuhan, perché implicava la manipolazione genetica dei virus per esplorare il loro potenziale infettivo sull’uomo. Con rischio pandemia annesso. Quello che di fatto è successo.

Cosa c’è dietro Covid-19

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Nel 2014 sotto pressione dell’amministrazione del presidente Barack Obama, il NIH aveva sospeso alcuni tipi gli esperimenti in corso sui virus. La moratoria termina tre anni più tardi e nel dicembre del 2017 Fauci fa riprendere gli esperimenti di ingegneria genetica sui virus. Ma in segreto, giacché venne realizzato un comitato in seno al quale diversi scienziati americani si opposero.

Dunque, si decise di puntare su un laboratorio di una cittadina remota della Cina. Nella quale peraltro, né i francesi prima, né gli americani poi, pare abbiano mai messo piede.

Quindi, dietro il Covid-19 ci sarebbe proprio quel Fauci considerato il più importante virologo vivente. Occorre poi capire se la pandemia mondiale è stata frutto di un errore o voluta. Da chi e perché.

Probabilmente, dalle solite cricche per accelerare l’ingresso di abitudini che avrebbero richiesto anni. Oltre che per sconvolgere il sistema economico mondiale, al fine di specularci.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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