Bitcoin valuta legale di El Salvador: come è andata a finire?

Bitcoin valuta legale di El Salvador: come è andata a finire?

El Salvador è il primo paese ad aver adottato il Bitcoin come moneta avente corso legale, da affiancare a quella già in uso.

Gli inizi sono stati incredibili, visto che dopo un paio di mesi il Bitcoin aveva sfiorato i 70mila dollari. Quello che è ancora oggi il suo massimo storico, visto che poi ha subito un rimbalzo molto forte al punto da scendere anche sotto i 20mila dollari e non riuscire ancora ad intraprendere un nuovo sostenuto rally.

E così, il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, aveva annunciato fieramente che il Bitcoin sarebbe stato la svolta del suo paese. Anche per trovare l’indipendenza definitiva dal dollaro americano. Ma dopo un anno qual è il bilancio?

Bitcoin in El Salvador: qual è il bilancio?

Come riporta Money, il bilancio è in pareggio, con tanti chiaro-scuri. Non si può parlare di svolta ma neanche di flop. Per esempio, l’ex capo della banca centrale di El Salvador, Carlos Acevedo, ritiene che il Bitcoin sia stato già dimenticato. Chiosando: “Non so se lo chiamereste fallimento, ma di certo non è stato un successo“. Ma sappiamo bene quanto la sua sia più una speranza, per il ruolo che ha rivestito.

Inizialmente, per lanciare la conversione, ai cittadini salvadoregni erano stati offerti portafogli digitali emessi dal governo, prericaricati con $30 di Bitcoin. E’ possibile poi pagare le tasse in Bitcoin e utilizzare la criptovalute per gli acquisti.

Tuttavia, ai salvadoregni la febbre da Bitcoin non è salita e hanno risposto in modo molto limitato. Di contro, invece, il governo ci ha creduto molto. Convertendo diverse migliaia di dollari in token: dapprima assistendo a un aumento cospicuo dei volumi, dovuto appunto ai rialzi iniziali di prezzo, ma ora si assiste al clamoroso tracollo che ha portato le casse statale a perdere complessivamente quasi 58 milioni di dollari.

Bitcoin valuta legale in El Salvador: successo o fallimento?

E’ invece ancora convinto della mossa il ministero delle finanze, Alejandro Zelaya, che invece ritiene che il Bitcoin abbia favorito l’interesse di investitori stranieri, turismo delle cripto e aumentato l’accesso finanziario a una popolazione in gran parte priva di banche. Il suo portafoglio digitale, Chivo, conta più di 4 milioni di utenti. Mentre stando ai numeri diramati dalla banca centrale, 59 società di criptovalute e blockchain hanno sede a El Salvador.

Il governo, alla fine, ha acquistato 2.381 Bitcoin che ora valgono, ai prezzi correnti, 47,2 milioni di dollari. Incassando una perdita superiore al 50%. Moody’s stima che siano stati spesi in tutto 375 milioni di dollari per il lancio, incluso un fondo di 150 milioni di dollari per sostenere le conversioni e il denaro per il bonus da 30 dollari iniziali riservato agli utenti di Chivo.

Ironicamente, in una intervista rilasciata a Bloomberg, la direttrice dell’istituto di opinione pubblica dell’università, Laura Andrade, ha ironizzato dicendo che se al mercato vuoi pagare in Bitcoin molto probabilmente riceverai solo un insulto.

Insomma, è stata un’operazione calata dall’alto che non ha coinvolto ancora i cittadini. Del resto, le criptovalute sono qualcosa di sconosciuto ai più, al massimo viste erroneamente come una possibilità di arricchirsi facilmente. Per la gioia dei truffatori (qui abbiamo realizzato un vademecum per tutelarsi).

Tuttavia, le rivoluzioni richiedono tempo e le criptovalute sono il futuro ineludibile. Magari le nuove generazioni salvadoregne ne sono entusiasti e già la usano normalmente. E il loro paese ha fatto un passo azzardato e rischioso, ma forse anticipatore di quanto dovrebbero fare un po’ tutti.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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