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Baldwin Dakile, che fine ha fatto il piccolo Bodo visto in Piedone?

Ripercorriamo la storia dell’attore Baldwin Dakile, reso famoso per aver intepretato il piccolo Bodo in Piedone.

Ci sono piccoli attori bambini che, per la propria simpatia, dolcezza e spontaneità, hanno lasciato il segno nonostante il fatto abbiano recitato in piccoli ruoli. Oggi, anche grazie ai Social che ripropongono i loro sketch, vengono ricordati con vividezza facendo sì che la propria memoria non vada perduta.

E’ il caso di Baldwin Dakile, bambino sudafricano che abbiamo visto solo in 3 pellicole: Piedone l’africano (1978), Piedone d’Egitto (1980) e Il paradiso nella giungla (1982). Ma tanto è bastato per renderlo indimenticabile.

Bud Spencer si affezionò tanto a lui ma purtroppo dopo anni di dubbi su come fosse e cosa facesse oggi, è emerso un tragico epilogo sul suo conto.

Ripercorriamo la sua storia.

I film

Baldwyn Dakile, di origini sudafricane, è diventato famoso per aver interpretato tre pellicole quando era bambino: Piedone l’africano (1978) e Piedone d’Egitto (1980), Il paradiso nella giungla (1982).

Piedone l’africano

Piedone l’africano è stato diretto da Steno ed è la terza pellicola di una quadrilogia dedicata a Piedone, soprannome affibbiato al commissario napoletano Rizzo, un tipico gigante buono interpretato da Bud Spencer. Quest’ultimo viene contattato da un poliziotto sudafricano per chiedergli aiuto, ma all’appuntamento al porto di Napoli viene ucciso mentre sta per fornirgli informazioni su un traffico internazionale di diamanti e droga.

Rizzo parte così per il Sudafrica affinché la morte del suo collega non resti vana. Qui incontra appunto Bodo, il figlio dell’agente ucciso, già orfano della madre, al quale si affezionerà. Tanto da adottarlo una volta terminata la missione e tornato a Napoli. Nel lontano Sudafrica ritrova anche Caputo, interpretato dal bravo Enzo Cannavale, suo ex brigadiere della Polizia di Stato, emigrato da Napoli a Johannesburg dove però ormai si è riciclato come cameriere in un ristorante di lusso.

Il film è stato girato nell’attuale Namibia, territorio all’epoca non ancora indipendente ma controllato dal Sudafrica. Raggiungerà poi la sua indipendenza nel 1990.

Piedone d’Egitto

Piedone d’Egitto è ancora diretto da Steno. Chiude la quadrilogia dedicata al personaggio di Piedone. La pellicola vede ancora protagonisti quest’ultimo, il riassunto brigadiere Caputo e il piccolo Bodo. Che a loro insaputa li segue in una nuova missione, questa volta nel Cairo, dove i nostri sono chiamati per liberare il professor Cerullo, il quale ha scoperto un nuovo giacimento di petrolio in Egitto. Ma per questo cade vittima della spietata corsa all’oro nero, finendo sequestrato per mano di un ricco egiziano, Zakar, che vuole tenersi per sé i benefici di questa scoperta. Di qui una serie di esilaranti gag, ma anche sequenze in stile poliziesco all’italiana.

Il paradiso nella giungla

Questa pellicola chiude la breve esperienza di Baldwyn Dakile, diretto da Harald Reinl, peraltro al suo ultimo film, essendo morto l’anno seguente l’uscita del film. Protagonista è Geims Miccium, figlio del grande Robert, il quale però non ebbe la stessa carriera del padre.

La trama vede protagonisti un gruppo di turisti in partenza dall’aeroporto di Ambacasso, con destinazione Diredossolo, dove trascorreranno le vacanze. Tuttavia, il malvagio direttore della linea “charter” – Comorra – vuole far cadere in mare il piccolo aereo, allo scopo di riscuotere una bella somma dalla società di assicurazione.

Richiama in servizio il pilota esperto Butch Donovan e fa manomettere da uno dei suoi accoliti l’aereo. Grazie all’abilità di Donovan l’aereo riesce ad atterrare in un’isola lussureggiante in pieno Oceano Indiano, in cui gli sfortunati turisti trovano una fattoria abbandonata, dove ancora restano scatolame e bevande. Sono inoltre circondati da tigri, leoni ed elefanti, peraltro tutti stranamente pacifici.

Qui il nostro interpreta Tony, nella sua ultima apparizione cinematografica. Purtroppo la spontaneità e la dolcezza dei primi film non bastavano più giunta la maggiore età.

Alcuni aneddoti sul piccolo Bodo

In particolare, Baldwyn Dakile è noto per il ruolo di Bodo, dolce e vispo bambino, figlio dell’agente ucciso a cui Rizzo si affezionerà. Sebbene tra i crediti non appaia neanche col proprio nome, ma solo quello del personaggio. Del resto, il suo nome anagrafico è rimasto praticamente sconosciuto fino all’avvento della rete e dei Social, quando maggiori informazioni su di lui, basati su aneddoti, hanno cominciato a circolare.

Quando fu girato «Piedone l’africano» in Sudafrica vigeva ancora la segregazione razziale. In un’intervista del 2003 Bud Spencer ha raccontato che, dopo che al piccolo interprete di Bodo fu vietato l’ingresso nel ristorante in cui avrebbero dovuto mangiare, lui e tutta la troupe se ne andarono subito in segno di protesta.

Eravamo in Sudafrica nel 1978, a Johannesburg, per girare “Piedone l’africano”. Una sera andiamo a cena e portiamo con noi anche Baldwin Dakile, il bambino che nel film interpreta Bodo. Entriamo nel ristorante e restiamo senza parole: il bimbo non può entrare perché è di colore. Rimasi scandalizzato, di fronte a una scena di razzismo simile e portai via tutti senza mangiare.
Il giorno dopo fui chiamato dalla polizia e mi dissero che se si fosse ripetuto un episodio simile mi avrebbero espulso dal paese.

Che fine ha fatto il piccolo Bodo di Piedone?

Purtroppo, nel libro del 2020 «Due palle di Natale. Gli aneddoti e i retroscena dei miei cinepanettoni che non troverete su Wikipedia», il regista Neri Parenti ha rivelato la sua tragica scomparsa: Dakil, infatti, sarebbe stato ucciso durante una rivolta in Sudafrica, ancora lacerata dall’apartaid.

Baldwin da adulto prese coscienza di quanto fosse ingiusto il suo mondo e si mise a capo di una rivolta giovanile nel suo paese. Venne ucciso. Mentre leggevo a lettera della madre che mi dava la triste notizia, mi tornava in mente il suo sorriso di tanti anni addietro mentre scartava i regali. E pensavo che non avevano ucciso un uomo. Avevano ucciso un bambino che aspettava il Natale

Queste informazioni contraddicono quanto affermato da Bud Spencer nel suo libro autobiografico «Il giro del mondo in ottant’anni», secondo cui Baldwyn Dakile lavorerebbe come avvocato negli Stati Uniti, a Kansas City. Nel libro, pubblicato sei anni dopo la sua morte, avvenuta nel 2016, viene anche riportato che sarebbe stato lo stesso attore napoletano a consentirgli di proseguire gli studi, avendolo adottato a distanza.

Tuttavia, ad oggi sarebbe impossibile rintracciarlo. Pertanto, la verità potrebbe stare nel mezzo: il giovane, pur essendo ormai un professionista del Foro in America, non aveva dimenticato le problematiche del suo paese, facendovi ritorno esponendosi in prima persona. Fino alla tragica morte.

La sua storia, seppur con esiti fortunatamente diversi, ricorda quella di Cary Guffey.

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