Cary Guffey esordì a soli 4 anni nel film cult “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, per poi comparire al fianco di Bud Spencer.
Se a 4 anni ti sceglie un regista e sceneggiatore come Steven Spielberg, per interpretare uno dei suoi primissimi cult, allora vuol dire che il tuo futuro di attore è già scritto. Ed invece, spesso la vita devia verso altri percorsi, totalmente diversi. Finendo per diventare una meteora e una delle tante promesse non mantenute del Cinema.
E’ il caso di Cary Guffey, il quale ha esordito nel piccolo ruolo di Barry Guiler in “Incontri ravvicinati del terzo tipo” appunto di Steven Spielberg, interpretazione che lo rende celebre in tutto il mondo. Per poi bissare con altre due pellicole al fianco di Bud Spencer, sempre nel genere extraterrestri, sebbene questa volta interpretando lui stesso un alieno: “Uno sceriffo extraterrestre poco extra” e molto terrestre e nel sequel “Chissà perché capitano tutte a me“.
Per poi via via dissolversi nel buio, proprio come una navicella aliena, e prendere altre strade professionali.
Di seguito ripercorriamo la sua storia.
La storia di Cary Guffey
Cary Guffey nasce a Douglasville, capoluogo della contea di Douglas, in Georgia, il 10 maggio 1972. A soli 4 anni supera il provino per far parte del film “Incontri ravvicinati del terzo tipo“, quinto lungometraggio del maestro Steven Spielberg, fresco di successo del precedente “Lo squalo“. Per il quale vinse tre Oscar e incassò circa 470 milioni di dollari, un record per l’epoca. Un autentico cult, che, uscito proprio in estate, provocò un calo di bagnanti negli stabilimenti balneari. Si trattava anche del suo primo film d’evasione, dopo i primi politicamente impegnati e meno attrattivi per il grande pubblico.
Per dedicarsi al progetto di Incontri ravvicinati del terzo tipo, Spielberg rifiuta la direzione del primo film di Superman, altro autentico cult anni 70 la cui storia troverete alla fine di questo video.
Per questo lungometraggio ottenne la prima candidatura per l’Oscar al miglior regista. Protagonista del film è Richard Dreyfuss, con cui aveva già lavorato ne “Lo squalo” e tra gli interpreti principali è presente il grande regista francese Fransuà Triuffò, del quale Spielberg era un grande ammiratore.
Cary Guffey interpreta il piccolo Barry Guiler, bambino sveglio che per la sua curiosità viene rapito dagli alieni, per poi fortunatamente riabbracciare sua madre. Nonostante la giovanissima età, il piccolo attore aderisce bene al personaggio, mostrando ottime doti attoriali che lasciano presagire una straordinaria carriera.
Quanto alla pellicola, proprio come “Lo squalo“, anch’essa ebbe un forte impatto nell’immaginario collettivo. Stuzzicando in molte persone la suggestione costante di aver visto un disco volante in cielo o di aver avuto contatti con alieni, se non pure di essere stati rapiti da essi. Aprendo un lungo filone cinematografico attivo ancora oggi.
Al fianco di Bud Spencer
Sull’onda del successo di “Incontri ravvicinati del terzo tipo“, arrivano per Cary Guffey altri due ruoli in film di fantascienza a tema alieno. Sebbene con un taglio prevalentemente comico. Parliamo di “Uno sceriffo extraterrestre, poco extra e molto terrestre” e nel suo sequel “Chissà perché, capitano tutte a me“. Entrambi diretti da Michele Lupo, regista siciliano capace di spaziare tra generi diversi (mitologico, poliziesco, spaghetti western, comico, fantascientifico), ma noto anche per un celeberrimo litigio con Sergio Leone che ne stroncò di fatto la promettente carriera. Lupo morirà peraltro a soli 56 anni in una clinica romana.
Protagonista delle due pellicole troviamo Bud Spencer, con il quale Lupo aveva stretto un sodalizio artistico che li vedrà lavorare insieme in un totale di 5 film (gli altri sono Lo chiamavano Bulldozer (1978), Occhio alla penna (1981) e Bomber (1982), peraltro ultimo film del regista).
Bud Spencer interpreta il possente sceriffo Scott Hall, il quale opera nella cittadina di Newnan, Georgia. E’ scettico circa i numerosi avvistamenti di dischi volanti nella contea, fino a quando incontra un bambino (interpretato da Cary Guffey) che dice di chiamarsi con una sigla alfanumerica (acca sette venti cinque) e di provenire dallo spazio, in un mondo dove non esiste la musica, notizie che l’uomo accoglie con divertimento. Scott, deve presto ricredersi quando il curioso giocattolo del bambino compie prodigi. Ma dovrà poi difenderlo dai militari che vorrebbero catturarlo.
Nel sequel, protagonisti sono ancora i due, col bambino alieno rimasto sulla terra e sempre amico dello sceriffo. Tuttavia, oltre alla pericolosa curiosità degli esseri umani, dovrà anche difendersi da un pericoloso alieno.
In entrambi i film la colonna sonora è stata curata dagli Oliver Onions, duo musicale italiano composto dai fratelli Guido e Maurizio De Angelis, gli stessi delle mitiche colonne sonore dei film di Bud Spencer e Terence Hill. Inoltre, alcuni brani sono stati riciclati per film italiani successivi. Tra cui “Mundialito” in “L’allenatore nel pallone“.
Ultimi film
La carriera di Cary Guffey sembra ormai spianata. Nel 1983 arriva il ruolo di Floyd Turner ne “La foresta silenziosa” (Cross Creek), diretto da Martin Ritt. È ispirato alla vita di Marjorie Kinnan Rawlings, autrice del romanzo “Il cucciolo“. Fu anche presentato in concorso al Festival di Cannes.
Dopo questa esperienza arriveranno altre 4 pellicole:
- Stroker Ace, regia di Hal Needham (1983);
- The Bear, regia di Richard C. Sarafian (1984);
- Ombre nella notte (Mutant), regia di John Cardos (1984);
- Guerra dei colori (Poison ivy), regia Larry Elikann (1985).
Tutti film minori, afferenti a generi diversi. Di maggior rilievo quanto meno l’ultimo, visto che vanta la presenza di Maicol gei fox prossimo al successo internazionale con film del calibro di “Voglia di vincere” e, soprattutto, la trilogia di “Ritorno al futuro“.
In questo periodo, Cary Guffey lavora anche per la televisione, apparendo nel primo episodio di Chiefs, miniserie del 1983 diretta da Jerry London. E due anni dopo sempre nel primo episodio di Nord e Sud, regia di Richard Ti Heffron.
Cary Guffey oggi
Preso forse atto che la sua carriera non era decollata e ormai anagraficamente non più catalogabile come bambino prodigio, Cary Guffey decide di ritirarsi dalle scene a soli 13 anni.
Proseguiti gli studi, si è poi specializzato in materie economiche tra il 1995 e il 2010, operando oggi come consulente finanziario a Birmingham, in Alabama. Si è anche sposato nel 1997 e ha avuto due figli.
Sulla sua pagina Facebook, peraltro non più attiva, Cary non riportava alcun riferimento al suo passato come attore. Forse ha perfino rinnegato quella esperienza, nella quale non si riconosce più. E’ invece attivo su Linkedin, social dedicato al mondo del lavoro. Sebbene non figurino post recenti.