Pubblicità

Con Andy Burnham a Londra non cambierebbe niente

Ecco chi è Andy Burnham e perché con lui al posto di Keir Starmer a Downing Street cambierà poco.

La profonda crisi politica e morale che ha colpito la politica britannica non vede ancora la fine. Ieri, lunedì 22 giugno 2026, si è dimesso pure Keir Starmer, Primo Ministro anch’egli travolto dalle beghe e dai fantasmi che ormai da troppo tempo popolano Downing Street.

Ancora peggio va per i laburisti, di cui fa parte, in profonda crisi di consensi dalla fine della leadership di Tony Blair. Lib Lab bruciatosi appresso alle invasioni di George W. Bush in Medioriente.

Ora dal cilindro è stato pescato un altro personaggio: il Sindaco dell’area metropolitana di Manchester, Andy Burnham.

Una responsabilità politica di non poco conto, visto che riguarda circa 3 milioni di abitanti. Per intenderci, è paragonabile al Sindaco dell’area metropolitana di Roma. Per quanto, comunque, Manchester non sia la capitale. Anzi, fa parte dell’area nord dell’Inghilterra quella meno ricca e sovente dimenticata dal governo centrale.

Andy Buhrnham viene considerato il prossimo Primo ministro britannico per il fatto che abbia vinto una settimana fa un’elezione suppletiva nel collegio di Makerfield, vicino a Manchester, resa necessaria dopo le dimissioni di Josh Simons, un parlamentare che lavora a stretto contatto con Burnham da 15 anni.

Di fatto, si è sacrificato per fare posto a quest’ultimo e consentirgli di candidarsi essendo parlamentare. Requisito necessario per candidarsi come successore di Starmer dal prossimo 9 luglio, selezione che dovrebbe concludersi prima della Convention dei Laburisti, a settembre.

Chi è Andy Burnham

Come riporta Il Post, Andy Burnham, 56 anni, si è distinto in questi anni per gli scontri che ha avuto con il Primo ministro di turno al fine di perorare gli interessi del proprio territorio in qualità di sindaco dell’area metropolitana di Manchester.

Per esempio, durante la pandemia di Covid-19, si scontrò con l’allora governo conservatore di Boris Johnson sui fondi per la regione, ricavandone visibilità. Parlò molto delle difficoltà delle aree del nord, le quali, contrariamente a quanto accade in Italia, risultano più povere di quelle del sud.

Per queste sue battaglie, gli è stato dato il soprannome di King of the North, un richiamo al ruolo della serie tv “Game of Thrones“.

Già Ministro della Sanità tra il 2009 e il 2010, nell’ultimo governo dei Laburisti prima di quello attuale, in carica dal 2024, si è già candidato alle Primarie dei laburisti un paio di volte senza riuscirci.

Nelle elezioni suppletive di Makerfield, ha ottenuto un’ottima vittoria contro il candidato di Nigel Farage, leader della destra populista tornato in auge di recente e tra i fautori della disastrosa Brexit (per i britannici e per l’Ue): 54% contro 34%.

Cambiare tutto per non cambiare niente

Guardando però al suo operato fino ad oggi, pare che poco cambierà rispetto a Starmer. Se è vero che Burnham è più carismatico e bravo a comunicare di Starmer e ha ha meno agganci in parlamento di altri potenziali rivali considerati legati al potere uscente, è altrettanto vero che a livello ideologico Burnham non è così diverso da Starmer.

E a sinistra lo sanno. New Statesman, settimanale vicino ai laburisti, ha scritto

se dovesse mai diventare primo ministro, avremo lo stesso governo con un accento diverso

Burnham infatti finora è stato allineato al governo di Starmer: ha detto che intende mantenere i limiti alla spesa pubblica, ha sostenuto i piani contro l’immigrazione e la riforma restrittiva del sistema d’asilo della ministra dell’Interno, Shabana Mahmood, che sono criticati dalla sinistra del partito.

Inoltre, si è già detto contrario alla proposta di riportare il Regno Unito nell’Unione Europea fatta dall’ex ministro della Salute, Wes Streeting. Ha fatto anche capire che potrebbe ridurre la spesa per il welfare per aumentare quella per la difesa: musica per le orecchie di Israele e Stati Uniti d’America.

Insomma, il Partito laburista britannico prosegue nel solco dell’ultimo trentennio: neoliberista, guerrafondaio, poco incline alle questioni sociali.

- / 5
Grazie per aver votato!
PubblicitàPubblicità

Pubblicato da Vito Andolini

Appassionato di geopolitica e politica nazionale. Per contatti e collaborazioni: luca.scialo81@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.