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Trump travolto da uno Tsunami blu: motivi e cosa accade adesso?

I democratici hanno conquistato entrambe le camere e storiche roccaforti come il Texas o il Kansas. Cosa cambia ora?

E’ un autentico “Tsunami blu” quello che ha travolto il Presidente americano Donald Trump, sconfitto dai democratici nelle elezioni di mid-term. Perde sia il Senato che il Congresso, mentre, in tutta risposta, il Tycoon ha già detto che porrà il veto su molte proposte dei democratici.

Come fa notare Massimo Mazzucco sulla propria pagina Facebook, sono in particolare 4 le sconfitte più cocenti per The Donald:

  1. Il South Carolina non eleggeva un senatore democratico dal 1998;
  2. Il Texas non eleggeva un senatore democratico dal 1988;
  3. Il Kansas non eleggeva un senatore democratico addirittura dal 1932, quasi cento anni fa;
  4. In Michigan è stato eletto un senatore musulmano, per la prima volta nella storia americana.

Perché Trump ha perso?

Trump ha perso la sintonia con l’America profonda, quella che ha illuso nella campagna elettorale del 2024: disoccupati, agricoltori, la classe media che scivola verso la povertà. Gli aveva promesso una nuova “età dell’oro“. Ma, di fatto, ha soprattutto accontentato i miliardari dell’intelligenza artificiale, delle criptovalute, del petrolio, della cybersecurity.

Spicca in particolare la vittoria di James Talarico in Texas, già dato come possibile candidato alla Casa Bianca e perfino futuro vincitore. Del resto, parliamo di una roccaforte repubblicana, dove i democratici non esprimevano un Governatore dal 1988.

I repubblicani hanno concentrato il partito sulla sua immagine, personalizzandolo oltremodo. E’ dunque le conseguenze possono essere estreme: o vinci e domini o perdi in modo pesante.

Cosa succede ora in America?

La sconfitta di Trump porterà a uno stallo istituzionale per i prossimi 2 anni: da un lato, i democratici freneranno o perfino bloccheranno le sue politiche; dall’altro, come già detto, Trump ha già detto che porrà veti continui alle loro proposte. C’è però il rischio che acceleri le operazioni militari in Iran, come fece dopo il mancato Premio Nobel per la Pace.

Restano i dubbi sull’utilità delle elezioni di mid-term, che si tengono dopo 2 anni dalle elezioni presidenziali. Da un lato, si costringe un presidente a fare le cose in fretta e magari pure male, poi da spenderle in campagna elettorale. Dall’altro, si blocca l’operato di un governo in carica, sottraendogli una Camera o perfino entrambi.

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