Il caso del finto attentato a Sigfrido Ranucci organizzato da Valter Lavitola quanto interessa davvero gli italiani?
Da diverse settimane ormai, i media mainstream sono occupati dal caso Lavitola, Ranucci, Report. L’ultima puntata di questa triste quanto assurda e dimenticabile vicenda, vede il primo aver confessato l’aver organizzato il finto attentato ai danni del secondo al fine di aumentargli la popolarità in vista di una possibile candidatura politica.
Il tutto ha generato un vespaio politico, tra la destra che non attendeva altro per dare addosso al programma e allo stesso conduttore, e la sinistra che difende a spada tratta Sigfrido Ranucci e Report.
Il caso Lavitola, Ranucci, Report
La storia occupa generalmente una delle prime pagine dei giornali e dei Tg, come se agli italiani la cosa avvincesse. Lontani come sono sempre di più dalla politica, dai programmi d’inchiesta e dai talk show. Attanagliati da problemi economici e di salute quali sono.
Ma a parte il disinteresse crescente degli italiani, il vero problema sta nei personaggi protagonisti di questo caso. Valter Lavitola viene soprannominato “faccendiere“, il che è già tutto dire. Entra ed esce dal carcere tra un affare e l’altro e a 18 anni, come riporta Wikipedia, già si era iscritto alla Loggia Massonica P2.
L’altro, cura e conduce il programma Report subentrando a Milena Gabanelli. Una trasmissione d’inchiesta in onda da oltre trent’anni che quasi mai ha prodotto chiusure di attività o dimissioni. Del resto, non andrebbe in onda su una rete pubblica se fosse così scomodo per il potere. Inoltre, è stato piuttosto morbido quando c’era da indagare riguardo Green pass e vaccini. Concentrandosi più sulle mascherine, avendo gioco facile dato che si tratta di singoli politici imprenditori da attaccare e mettere alla gogna.