Portogallo, finita pacchia per pensionati stranieri: stop ad agevolazioni e privilegi

Portogallo, finita pacchia per pensionati stranieri: stop ad agevolazioni e privilegi

A partire dal 2009 il Portogallo era diventato un autentico paradiso per molti pensionati stranieri. Poiché in un paese dal clima gradevole tutto l’anno, dal carovita molto agevolato e stupendo dal punto di vista architettonico, culturale e paesaggistico, si erano aggiunte agevolazioni fiscali favolose. Proprio per spingere gli stranieri a portare lì i propri capitali.

Inizialmente, i pensionati stranieri hanno beneficiato di un’esenzione totale fino al 2020 e successivamente di una flat tax al 10% sulla loro pensione a prescindere dal tipo di lavoro o provenienza dell’introito. Per gli altri stranieri che diventano residenti soggiornando nel Paese per almeno 183 giorni l’anno, è poi prevista un’agevolazione con aliquota al 20% per le professioni ad alto valore aggiunto” tra cui quella da professore, architetto e giornalista. Un ulteriore benefit per gli stranieri riguarda invece l’esenzione dalle tasse per gli introiti di provenienza estera, tra cui ad esempio gli introiti derivanti da un affitto, se tassati nel Paese di origine.

Della misura hanno beneficiato circa 10mila persone, in gran parte pensionati italiani, britannici e francesi, ma anche svedesi e finlandesi.

Tuttavia, l’attuale governo in carica ha posto fine a tutto ciò.

Dal 2024 niente più agevolazioni fiscali e privilegi per evitare disuguaglianze

Il governo socialista di Costa ritiene che un tale regime “non abbia più senso” e sia al contrario fonte del divario sociale che si è creato nel Paese. Su tutte, quelle verificatesi per il mercato immobiliare locale, portando a un aumento del prezzo delle case e degli affitti che ha messo in difficoltà i residenti portoghesi. Il costo degli alloggi è cresciuto del 78% nel Paese rispetto al 35% dell’intera Unione Europea. Nel secondo trimestre del 2023, l’affitto medio di una casa è aumentato di un altro 11 per cento su base annua, secondo gli ultimi dati pubblicati. L’aumento ha riguardato soprattutto la città più turistica Lisbona, la capitale Porto e la zona più affascinante dell’Algarve.

Il Premier Costa ha parlato di un’”ingiustizia fiscale” che starebbe costando al governo 1.5 miliardi di euro di tasse non incassate. Addirittura sarebbero scesi in piazza migliaia di portoghesi per difendere il diritto all’abitare dei locali. E’ stato inoltre abolito il cosiddetto “visto d’oro“: un programma di incentivi all’immigrazione per i cittadini facoltosi provenienti dall’area extra Schengen. Inoltre, ha predisposto l’affitto obbligatorio degli appartamenti sfitti da più di due anni nelle regioni più popolate.

Le agevolazioni fiscali in Portogallo resteranno per i pensionati stranieri già presenti

La buona notizia per gli italiani che già si trovano lì è che le agevolazioni fiscali rimarranno valide per chi le ha già ottenute. I dettagli saranno probabilmente annunciati il prossimo martedì 10 ottobre, anche per capire se chi deciderà di raggiungere il Portogallo potrà ancora rientrare nei vecchi benefici.

Non è un caso che il Portogallo sia stato classificato come il migliore posto nel mondo dove andare a vivere dopo la pensione secondo il Global Retirement Index (l’Indice globale sul pensionamento) ideato dalla società di investimenti Natixis Investment Managers and CoreData, che tiene conto dei seguenti parametri:

  • costo della vita;
  • sanità pubblica;
  • accesso ai servizi.

Concludono il podio di questa classifica Messico e Panama mentre l’Italia è al nono posto. Sono oltre 7mila gli italiani pensionati residenti nel Paese, con una crescita esponenziale negli ultimi anni: basti pensare che nel 2017 erano meno di un migliaio. Ad incidere il passaparola, ma soprattutto, la cassa di ridondanza dei talk show che ne hanno parlato molto.

Qui abbiamo parlato dei migliori paesi dove andare a vivere dopo la pensione.

Fonte: Il Fatto quotidiano

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Pubblicato da Carlo Brigante

Mi definisco un "ribelle" del web

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