Il Parlamento europeo nega la pubblicazione contratti con Pfizer: ricordatelo a giugno

Il Parlamento europeo nega la pubblicazione contratti con Pfizer: ricordatelo a giugno

Da tempi si chiede la verità sui contratti stipulati dal Parlamento e da Pfizer riguardo i vaccini anti-covid. Per ora senza risultati.

Il Parlamento europeo dà ancora una volta prova della sua trasparenza e della sua democrazia. Lasciando i contratti ancora sotto chiave, così come i messaggi di chat tra Ursula dell’UE e Pfizer. Non dobbiamo sapere come stanno davvero le cose riguardo la fornitura di vaccini anti-Covid19 ai paesi dell’Unione europea.

Nella votazione sul rilascio, avvenuta qualche giorno fa, infatti 349 hanno votato contro. Solo 254 deputati si sono espressi a favore della pubblicazione dei contratti.

E così, le nubi su Ursula Von der Leyen e sui messaggi mail che portarono ai contratti tra il gigante farmacologico Pfizer e la Commissione per l’acquisto di 1,8 miliardi di dosi di vaccino COVID-19 tra il 2020 e 2021, non sono ancora diradate.

Già nell’aprile del 2021, il New York Times aveva pubblicato un articolo in cui riferiva che il Presidente della Commissione e l’amministratore delegato di un’azienda farmaceutica si erano scambiati messaggi di testo relativi all’acquisto dei vaccini COVID-19. Ciò ha spinto un giornalista a richiedere l’accesso pubblico ai messaggi di testo e ad altri documenti relativi allo scambio ottenendo solo silenzio. Nei quasi 3 anni successivi non sono stati fatti progressi.

Ma vediamo chi ha votato No, così da ricordarcene il prossimo giugno, quando ci saranno le elezioni europee.

Il silenzio sui contratti: tra morti sospette e precedenti

Come riporta Maurizio Blondet, la Von der Leyen viene già da un precedente simile: da Ministro della difesa tedesco, nel 2019 fu criticata dopo che emerse che da un cellulare, ritenuto prova chiave in uno scandalo di appalti al ministero che lei guidava, erano stati cancellati tutti i messaggi compromettenti.

Dopo una serie di tentativi andati a vuoto, il New York Times nel gennaio 2023 aveva depositato addirittura una denuncia penale alla Corte di giustizia UE contro la Commissione europea.

Nell’aprile scorso poi, i tribunali del Belgio ricevevano un’altra denuncia penale contro Ursula Von Der Leyen riguardo lo scandalo degli scambi di SMS con il Ceo di Pfizer, Albert Bourla. Il denunciante stavolta era Frédéric Baldan, un lobbista belga accreditato presso le istituzioni europee.

A giugno poi, la Polonia dichiarava di non aderire al nuovo accordo sul vaccino COVID-19 negoziato dall’UE per conto degli Stati membri. Secondo il Ministro della Salute polacco Adam Niedzielski, la richiesta di Pfizer di pagare anche le dosi non consegnate era «oltraggiosa» , anche perché le condizioni

negoziate dalla Commissione a nome degli Stati membri con Pfizer sono assolutamente insoddisfacenti e non aderiremo all’accordo

Sarà solo una coincidenza ma, dalla scorsa primavera, l’impegno della Commissione europea per favorire la vittoria di altre forze politiche e un cambio di governo in Polonia, è stato assiduo e significativo.

Lo scorso 29 novembre, altra inquietante circostanza, Michèle Rivasi – l’europarlamentare dei Verdi che dal 2020 aveva sollecitato continuamente le istituzioni a pubblicare gli scambi di sms tra il Presidente della Commissione europea e l’amministratore delegato di Pfizer, criticato sia l’istituzione del “Certificato vaccinale europeo sul Covid 19” e la vaccinazione obbligatoria sostenuta dalle istituzioni comunitarie – è morta all’età di 70 anni per un attacco cardiaco. E proprio a Bruxelles.

Il giorno precedente, il 28 novembre, alla Commissione Libertà civili (LIBE) del Parlamento l’Ombudsman europeo O’Reilly, in audizione, aveva invitato i parlamentari ad unirsi nella lotta alla corruzione e presentato una relazione sulla trasparenza, dalla quale emergeva che la Commissione europea nell’85% dei casi risponde lacunosamente e con «ritardi sistemici» alle richieste di chiarimenti e documentazione.

L’ultimo appello della O’Reilly è alla stampa e ai mass media europei, affinché incalzino le parti per ottenere la verità.

Quali partiti italiani hanno votato contro la pubblicazione dei contratti tra Pfizer e il Parlamento europeo

In questo schema viene riportato il risultato del voto. Come si evince dal grafico, gli eurogruppi che hanno votato contro sono il Partito Popolare europeo, il Partito socialista europeo e Renews Liberals. I partiti italiani attualmente in parlamento che ne fanno parte sono Forza Italia, Partito democratico, Italia viva, Azione, +Europa e Noi con l’Italia.

Infine, se è vero che l’Eurogruppo della Meloni, ECR, ha votato a favore, la nostra Premier ha un ottimo rapporto con la Von der Leyen. Oltre che con un altro personaggio poco raccomandabile riguardo il tema Covid e Pandemia: Bill Gates. Incontrato in questi giorni a Davos, dove ogni anno Élite globalista si riunisce per decidere sulle nostre vite.

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Pubblicato da Carlo Brigante

Mi definisco un "ribelle" del web

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