Un gruppo di ricerca cinese ha di recente scoperto frammenti d’ambra risalenti a 385 milioni di anni fa.
L’ambra, ossia resina fossile, è un caso esemplare di minerale apprezzato da categorie di persone molto diverse tra loro: per chi ama i gioielli è difficile resistere al suo colore caldo, simile a quello del miele, e alla sua traslucenza; mentre per la comunità scientifica costituisce una vera e propria icona della preistoria, grazie alla capacità di preservare al suo interno, spesso in maniera pressoché intatta, polline, insetti e persino (parti di) rettili o piccoli dinosauri.
L’ambra con 385 milioni di anni…
In origine, però, gli alberi hanno evoluto l’abilità di produrre resina per difendersi dagli insetti predatori o, nel peggiore dei casi, medicare le ferite inferte dalle loro voraci mandibole. O almeno così si pensava, visto che un gruppo di ricerca cinese ha di recente scoperto frammenti d’ambra risalenti a 385 milioni di anni fa, nel Devoniano medio — un’epoca in cui non erano ancora comparsi i dinosauri e soprattutto gli insetti non erano ancora diventati avidi brucatori di piante.