Una collaborazione scopre XMM-VID1-2075, una galassia che ha quasi smesso di ruotare quando l’universo aveva appena 1,8 miliardi di anni
La maggior parte delle galassie nell’universo contemporaneo ruotano in maniera ordinata: stelle e gas viaggiano in orbite sostanzialmente circolari attorno a un nucleo centrale, tenute insieme dalla gravità e con la rotazione stessa (o momento angolare) che impedisce loro di collassare.
Esistono però anche galassie dette “a rotazione lenta”, in particolare tra quelle più massicce e quiescenti (dove la formazione di nuove stelle è praticamente azzerata), in cui le stelle si muovono in maniera casuale e caotica ed è proprio questo “tremolio” a creare una pressione tale da evitarne il collasso. La loro esistenza si deve principalmente a ripetute fusioni e collisioni tra galassie, che vanno a destabilizzare il movimento ordinato di stelle e gas; di conseguenza, non ci si aspetta di trovarne molte nell’universo primordiale.
Ma a JWST, si sa, non piace molto seguire le regole e così una collaborazione nordamericana di astronomɜ ha da poco annunciato la scoperta, grazie al potente telescopio spaziale, di una galassia massiccia a rotazione lenta quando l’universo non aveva nemmeno due miliardi di anni.