Lollobrigida ferma treno come Totò in Destinazione Piovarolo

Lollobrigida ferma treno come Totò in Destinazione Piovarolo

Il Ministro Lollobrigida ha fatto fermare un treno al fine di arrivare puntuale a un impegno istituzionale a Caivano.

Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, nipote della grande Gina e cognato di Giorgia Meloni, è finito in questi giorni ancora una volta nella bufera. Questa volta, per aver fatto fermare un treno al fine di arrivare puntuale a un appuntamento istituzionale a Caivano, comune in provincia di Napoli tristemente noto per la questione del Parco verde. Particolarmente attenzionata dal Governo Meloni, che si sta impegnando molto a riguardo.

A spiegare bene la vicenda è Open:

Il ministro Francesco Lollobrigida ha fatto fermare un treno per mezz’ora di ritardo. La fermata straordinaria del Frecciarossa 9519 che in partenza da Torino alle 7 aveva accumulato un ritardo di 111 minuti gli ha consentito di risparmiarne 15. Lollobrigida infatti era atteso a Caivano per l’inaugurazione del parco urbano alle 14:40 (perché la visita in programma alle 13:20 all’istituto alberghiero Montano sarebbe saltata in ogni caso). L’Ansa ha annunciato l’arrivo del ministro alle 14:56. Mentre il Frecciarossa è arrivato alle 14:52, con 116 minuti di ritardo. E dalla fermata di Afragola fino a Caivano ci vogliono 15 minuti. Quindi Lollobrigida senza scendere dal treno sarebbe arrivato alle 15:10. Ovvero mezz’ora dopo rispetto al programma e un quarto d’ora dopo l’arrivo effettivo.

Tuttavia la vicenda, come sovente accade ormai, ha scatenato ire e ironie sui Social. Tra l’altro Lollobrigida che ha fermato il treno riporta alla mente un film con Totò: Destinazione Piovarolo. Ecco perché.

Lollobrigida come Totò in Destinazione Piovarolo

Destinazione Piovarolo è un film del 1955 diretto da Domenico Paolella. Il film narra la vicenda di Antonio La Quaglia, che a inizio 1922 si aggiudica l’ultimo posto disponibile in un concorso come capostazione, per il comune di Piovarolo (una località inventata per la pellicola, tanto che il film è stato girato in diversi comuni della provincia di Roma).

Bene, La Quaglia si rende presto conto di quanto sia triste e remoto quel posto e spera di essere trasferito. Dopo varie peripezie, e la denigrazione da parte della moglie (una maestra, sposata in modo praticamente imposto dalle leggi fasciste) e della figlia che ambisce di diventare un’attrice, si gioca la carta di fermare il treno del Ministro delle telecomunicazioni, fingendo che sia in corso una frana. Spera così che quel gesto eroico gli possa valere l’insperato trasferimento.

Ma sarà solo una pia illusione: l’assistente del ministro, anziché spingere per la sua promozione, finirà per segnalarlo per l’accaduto, avendo capito, a differenza alla tonta autorità che assiste, che si era inventato la storia della frana per un secondo fine.

Insomma, ci sono delle divergenze tra quanto fatto dal Ministro Lollobrigida e quanto fatto da Totò nei panni di Antonio La Quaglia. Ma non mancano similitudini. In fondo, nel mezzo c’è sempre quell’Italia che a distanza di 70 anni dall’uscita del film, non è mai cambiata.

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