C’è vita sugli altri pianeti? Il James Webb ci dà la risposta

C’è vita sugli altri pianeti? Il James Webb ci dà la risposta

Gli esseri umani da tempo si chiedono se non siamo soli nello Spazio. Il che ha dato vita a ricerche scientifiche, certo, ma ha pure solleticato la fantasia di sceneggiatori, registi, romanzieri fantascientifici, musicisti (proverbiale è il “Life on Mars?” di David Bowie) e l’immaginazione generale delle persone. Forse a risposta è sempre più vicina.

Infatti, già ad agosto, NASA ed ESA avevano comunicato che il James Webb era riuscito a trovare per la prima volta prove definitive della presenza di anidride carbonica nell’atmosfera di un esopianeta. Vale a dire il WASP-39b: trattasi di un gigante gassoso in orbita attorno ad una stella simile al Sole, distante da noi 700 anni luce.

Ora i ricercatori sono riusciti a ricavare una grande quantità d’informazioni sull’atmosfera di quel esopianeta. Più precisamente, informazioni sulla chimica atmosferica di una precisione che non ha precedenti.

I ricercatori sono così riusciti ad arrivare a deduzioni sulla copertura nuvolosa del pianeta e sui primi segni di fotochimica nelle atmosfere degli esopianeti. Al punto da poter giungere anche a prime conclusioni sulla formazione del pianeta.

Ne sono emersi ben 5 articoli pubblicati sulla rivista Nature. I quali mostrano anche lo sviluppo di nuovi metodi che dovrebbero consentire agli astronomi di rilevare la vita su pianeti lontani.

Tuttavia, i ricercatori hanno già fatto sapere che ulteriori progressi saranno raggiunti grazie a successori di James Webb.

James Webb ci dice che forse c’è vita nello Spazio

Tralasciando gli aspetti più tecnici che rimandiamo al sito ufficiale della NASA, qui ci limitiamo a dire che molto importante nel rilevamento di altre vite nello Spazio è il rapporto carbonio-ossigeno. Più precisamente, quando l’ossigeno è molto più abbondante del carbonio, suggerisce che WASP-39b inizialmente si sia formato molto più lontano dalla sua stella rispetto alla sua attuale orbita, più stretta.

Tuttavia, per farlo, sono necessarie osservazioni dettagliate da parte di vari telescopi spaziali, che verrebbero poi utilizzate per estrarre dati sull’atmosfera dell’esopianeta. Una certa combinazione di proprietà – come un eccesso di ossigeno atmosferico – potrebbe essere un indicatore della possibile presenza di tipi specifici di organismi viventi (presenti o passati) su quel pianeta.

James Webb cos’è

Come riporta Wikipedia, James Webb è un telescopio spaziale per l’astronomia a raggi infrarossi, lanciato il 25 dicembre 2021 dallo spazioporto di Arianespace a Kourou, nella Guiana francese, trasportato in orbita solare da un razzo Ariane 5.

E’ nato grazie ad una collaborazione internazionale tra l’Agenzia spaziale statunitense (NASA), l’Agenzia spaziale europea (ESA) e l’Agenzia spaziale canadese (CSA). Il nome riporta quello di James Edwin Webb, secondo amministratore della NASA dal febbraio 1961 all’ottobre 1968.

Ricevi news senza censure su Telegram

banner-TELEGRAM
4,0 / 5
Grazie per aver votato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Torna all'indice