Comandante: con Favino Rai omaggia eroe fascista

Comandante: con Favino Rai omaggia eroe fascista

Quanti scherzi del destino in una sola notizia: è notizia di questi giorni che nella seconda metà del 2023 dovrebbe uscire nelle sale “Comandante“, film diretto da Edoardo De Angelis (regista napoletano già autore, tra gli altri, di Indivisibili), il quale racconta un episodio chiave della vita del Comandante Todaro. Che sarà interpretato dal bravissimo Pierfrancesco Favino.

Molti penseranno: ok, e dov’è la notizia? Si tratta di uno dei tanti film che ricalcano le gesta di un personaggio storico, che vede come attore protagonista il bravissimo Favino, che ha interpretato magistralmente già personaggi come Craxi e Buscetta.

Beh, non proprio. Perché Comandante parla di Salvatore Todaro, comandante di sommergibili della Regia Marina durante il Fascismo. Il quale chiese poi di farsi trasferire alla Decima Flottiglia Mas, proprio quella tornata in auge per una querelle legata ad Enrico Montesano, che avrebbe indossato una maglia col suo simbolo durante il programma Ballando con le stelle, scatenando un putiferio (ne abbiamo parlato qui).

Ma non finisce qui. Tra i co-produttori della pellicola ci troviamo proprio Rai Cinema, che ha squalificato Montesano per la vicenda succitata. E sarebbe assurdo credere che i finanziamenti pubblici per un film che parla di un eroe fascista siano stati decisi ora che al governo c’è la destra (soprattutto la destra sociale). Visto che è già bello e pronto, mentre l’attuale Governo Meloni si è insediato da poco.

Ma vediamo meglio di cosa parla il film Comandante.

Trama del film Comandante con Favino di cosa parla

Vediamo la trama del film Comandante. Come riporta Libero, la pellicola esalta quanto accaduto il 16 ottobre del 1940, quando per l’Italia la Seconda guerra mondiale è iniziata da qualche mese, e Todaro si trova nell’oceano Atlantico al comando del sommergibile Cappellini nel corso di una missione al largo dell’isola di Madera (terra oggi nota per aver dato i natali a Cristiano Ronaldo).

I soldati italiani vengono attaccati da una nave belga che trasportava pezzi di ricambio aeronautici destinati all’esercito inglese, ma reagiscono ottimamente e riescono ad affondarla. Orbene, gli italiani, anziché farsi giustizia uccidendo i nemici sopraffatti, decidono di raccoglie i ventisei naufraghi nemici, destinati a morte certa, per lasciarli poi, sani e salvi, nel porto più vicino. Più precisamente, nelle Azzorre.

Sorpresi dal comportamento del comandante Todaro, alcuni gli chiedono perché si sono comportati così, quasi contro ogni logica. Ed egli avrebbe risposto: «Perché noi siamo italiani».

Ad onor del vero, la storia si inserisce molto bene anche nelle polemiche di questi giorni, relativi al cambio di rotta degli italiani rispetto al tema migranti. Che ancora una volta sta svelando la reale strategia ipocrita francese.

Lo ha spietato Sandro Veronesi in una intervista a La Repubblica, co-sceneggiatore del film ma già autore del libro “Comandante”, scritto a quattro mani con il regista e in uscita il prossimo 25 gennaio. Tra le altre cose ha detto: “Lavorare a questo film è stato rispondere a dei tempi che non mi piacevano, per come l’Italia si stava comportando nel mondo“.

Salvatore Todaro chi è

Come riporta Wikipedia, Salvatore Bruno Todaro nacque a Messina il 16 settembre 1908, è stato un Comandante di sommergibili della Regia Marina durante la seconda guerra mondiale ricevette diverse decorazioni.

Nel novembre 1941 chiese il trasferimento alla Xª Flottiglia MAS. Si distinse soprattutto per il blocco navale della città di Sebastopoli, sul Mar Nero, durante le operazioni sul fronte orientale. Ottenendo così la terza medaglia d’argento al valor militare.

Nel novembre 1942 Todaro venne destinato alla base di La Galite in Tunisia. Dopo essere rientrato da una missione notturna, il 13 dicembre 1942, il Cefalo venne attaccato da uno Spitfire inglese. Durante il mitragliamento il Comandante Todaro fu colpito da una scheggia alla tempia e morì sul colpo a soli 34 anni.

La sua memoria venne onorata con la medaglia d’oro al valor militare, mentre alcune navi militari portano il suo nome.

Il regime fascista non lo punì per quel gesto, ma, anzi, lo ha decorato con una medaglia di bronzo al valor militare.

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