Ilaria Salis, catene sono nulla: il modo disumano col quale è stata trattata

Ilaria Salis, catene sono nulla: il modo disumano col quale è stata trattata

Da giorni stanno suscitando indignazione le immagini di Ilaria Salis in un tribunale di Budapest, con le catene ai polsi e alle caviglie, a mo’ di schiavi della Louisiana.

La ragazza è accusata di aver aggredito due neonazisti, e il fatto che in passato abbia anche assaltato un gazebo della Lega, gli ha fatto guadagnare le scarse simpatie istituzionali della destra al governo.

Per fortuna il suo caso, dopo un incubo di 8 mesi, è emerso e diventato mediatico, suscitando clamore. E qualcuno tira in ballo anche il Premier Orban, per la sua amicizia con la Meloni. Ma anche per il suo andare contro-corrente rispetto ai diktat dell’Ue e questa è un’ottima occasione per attaccarlo.

Da una lettera pubblicata in esclusiva nel Tg di Mentana su La7, è emerso però anche il modo disumano con cui è stata trattata in carcere. Ecco alcuni dettagli.

Il caso di Ilaria Salis nel carcere in Ungheria

A riportare la lettera è Il fatto quotidiano, appena arrivata in carcere gli sono stati sequestrati scarpe e vestitiad eccezione di mutande, reggiseno e calzini” e, prosegue la ragazza

sono stata costretta a rivestirmi con abiti sporchi, malconci e puzzolenti che mi hanno fornito in questura e ad indossare un paio di stivali con i tacchi a spillo che non erano della mia taglia

Non solo. Resterà con questi vestiti per cinque settimane per sette giorni non avrà carta igienica, sapone e assorbenti (benché avesse pure il ciclo), beni di prima necessità che rimedierà solo grazie a una detenuta ungherese. E ancora

Sono rimasta per 5 settimane senza ricevere il cambio lenzuola, per i primi tre mesi sono stata tormentata dalle punture delle cimici da letto. Oltre alle cimici nelle celle e nei corridoi è pieno di scarafaggi” invece “nel corridoio esterno appena fuori dall’edificio spesso si aggirano topi”

Avendo un nodulo al seno, aveva chiesto e ottenuto una ecografia e mammografia, senza però ottenere mai il referto malgrado le richieste dell’avvocato. Il nodulo, seppur benigno, andrebbe tenuto sotto controllo.

Il cibo avariato con peli

Purtroppo, il racconto horribilis non si ferma qui. Quanto al cibo, si legge che:

Il carrello passa per la colazione e per il pranzo ma non per la cena, a colazione di solito si riceve una fetta di salume che spesso è in cattivo stato. A pranzo danno zuppe molto acquose in cui c’è pochissimo cibo solido, ma dove in compenso spesso si trovano pezzi di carta o di plastica, capelli o peli

Le veniva concessa solo un’ora d’aria, senza possibilità di interagire con le altre detenute, e le è stata negata l’iscrizione alla scuola elementare ungherese, proprio per comprendere le comunicazioni che sono solo in ungherese, perché…non parla ungherese.

Ora si lavora per un suo rimpatrio in Italia. Intanto l’istituto di detenzione si è difeso negando ovviamente tutto.

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Pubblicato da Valeria Marano

Appassionata di Gossip e curiosità.

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