Elezioni 2023, ci risiamo: Goldman Sachs vuole imporci chi votare

Elezioni 2023, ci risiamo: Goldman Sachs vuole imporci chi votare

Introduzione

Gli italiani non hanno un Premier democraticamente eletto da 11 anni, ultimo fu Berlusconi. Il cui governo, come mai acclarato (rimando a questo articolo), fu vittima di un Golpe finanziario.

Di lì in poi si sono succeduti tutti governi imposti dalla triade Bce-Usa-Borsa: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni-Conte 2-Draghi. L’unica parentesi è stata il primo governo Conte, nato dall’alleanza tra Movimento cinque stelle e Lega. Usciti molto bene dalle urne, come segnale di un desiderio di cambiamento degli elettori. Esperienza durata però circa un anno.

Ed ora, che le prossime elezioni politiche si avvicinano, i manovratori già cominciano a muoversi. Le dichiarazioni di Goldman Sachs, sono un evidente esempio.

Goldman Sachs non vuole destra al Governo

Come riporta Il Tempo, Goldman Sachs, potente banca d’affari americana, ha praticamente espresso un disappunto riguardo un possibile ritorno del centro-destra al potere. Ritorno plausibile, visto che i consensi per Fratelli d’Italia, unico partito all’opposizione, volano. Mentre la Lega, comunque in calo, regge. E Forza Italia è in leggera ripresa (ma lontana dai fasti degli “anni zero”).

Ai loro voti andrebbero poi sommati quelli di un paio di partitini centristi, per una coalizione che potrebbe tranquillamente superare il 40 percento.

Il che non piace ovviamente all’Unione europea, che passa notti insonni quando al governo non c’è il partito che garantisce che i compitini imposti siano eseguiti: il Partito democratico. Così come i mercati finanziari, visto che generalmente un governo di destra è tendenzialmente sovranista. E potrebbe preoccupare anche gli Usa, visto che Berlusconi è storicamente amico anche di Putin, Salvini non ha mai nascosto la sua ammirazione per quest’ultimo e la Meloni parla di un Paese più autonomo nella politica estera.

Goldman Sachs, che ben raffigura il capitalismo americano, ha così definito lo spauracchio di un centro-destra al potere in Italia:

un cambiamento dell’attuale coalizione di governo finirà probabilmente per aumentare l’incertezza sulla realizzazione del Recovery Fund, il suo impatto sulla crescita e, di conseguenza, il suo sostegno alla sostenibilità del debito

Le elezioni politiche del 2023 sono un rischio per l’Italia. Se vincesse la destra i mercati punirebbero il Paese

Conclusioni

Draghi, al contrario, incarna bene i desiderata dei poteri forti: è filo-americano, è stato Presidente della Banca centrale europea nonché collaboratore della stessa banca statunitense. Uno e trino.

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Pubblicato da Luca Scialò

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