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Glauco Onorato, bravo attore e grande doppiatore

Ripercorriamo la carriera di Glauco Onorato, attore e doppiatore di tante star di Hollywood, oltre che di Bud Spencer.

L’Italia può vantare una grande storia di doppiatori, avendo avuto una scuola eccellente dagli anni 30 del secolo scorso a oggi. Per quanto, comunque, sia parere diffuso che i doppiatori attuali non abbiano lo stesso fascino e la stessa bravura di quelli uditi fino agli anni 90. Tra i massimi rappresentanti della scuola italiana va senza dubbio menzionato Ferruccio Amendola, la cui storia troverete alla fine di questo video.

Qui invece vogliamo omaggiare Glauco Onorato, attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano, originario di Torino, che può vantarsi di aver doppiato tantissime star di Hollywood. Sebbene abbia abitualmente prestato la voce per il nostro mitico Bud Spencer.

Di seguito riportiamo la sua storia.

Origini ed esordi

Glauco Onorato nasce a Torino il 7 dicembre 1936, figlio dell’attore palermitano Giovanni Onorato, attivo sul grande schermo tra gli anni 30 e 50, ricordato soprattutto per aver interpretato il personaggio del Lungo nei primi tre film della saga di Don Camillo.

Glauco è stato da sempre circondato da artisti. Oltre al succitato padre Giovanni, ricordiamo il fratello Marco Onorato, direttore della fotografia. E la sorella Maria Virginia Onorato, a sua volta attrice, regista e sceneggiatrice. Mentre suo figlio, Riccardo Niseem, è anch’egli attore e doppiatore. Sua figlia, Sara, è invece doppiatrice. Ha anche un altro figlio, il religioso Giovanni Onorato.

Pur essendo figlio d’arte, è consapevole dell’importanza della formazione. E così studia recitazione presso l’Accademia d’arte drammaticaSilvio d’Amico“, scuola che affina come un diamante grezzo le sue innante doti attoriali.

E così si impone in tutte le sfere della recitazione: dall’autenticità dei palcoscenici teatrali, alla dimensione familiare e intima della televisione, fino alla pomposità di un grande schermo.

Al Cinema, esordisce con un piccolo ruolo nella commedia “Spavaldi e innamorati“, regia di Giuseppe Vari (1959), con Terence Hill ed Ennio Girolami. Mentre in televisione ci arriva tre anni dopo, ne “Il mondo è una prigione“, un film del 1962 diretto da Vittorio Cottafavi, tratto dall’omonimo romanzo memoria di Guglielmo Petroni, facente parte della serie “Racconti dell’Italia di oggi“, con Lando Buzzanca.

E così, Cinema, Teatro e Televisione sono stati tre binari paralleli sui quali Glauco Onorato ha viaggiato incessantemente, fino alla fine dei suoi giorni.

La carriera

Al Cinema è apparso in oltre 30 film, passando con disinvoltura da un genere all’altro. Tra questi ricordiamo: “I tre volti della paura” di Mario Bava. “I girasoli” di Vittorio De Sica, “Le cinque giornate” di Dario Argento (con il quale tornò a collaborare per un episodio del ciclo televisivo La porta sul buio), “Il vizietto due“, “Zucchero, miele e peperoncino“.

Ha partecipato a quasi un intero ciclo di commedie che Eduardo De Filippo registrò per la Rai negli anni sessanta, tra cui “Bene mio, core mio“, “La paura numero uno” e “Mia famiglia. Iinterpretando quasi sempre lo stesso ruolo, quello di un giovane innamorato della figlia del protagonista, di solito Eduardo.

Se l’attività cinematografica si fermerà nel 1980, per consacrarsi soprattutto al ruolo di doppiatore, più lunga sarà quella televisiva. Dove Glauco Onorato apparirà dagli sceneggiati degli anni 60 fino alle moderne Fiction dei giorni nostri. Non mancheranno anche lavori d’autore, come quello in “Gesù di Nazareth“, celebre sceneggiato televisivo anglo italiano del 1977, diretto da Franco Zeffirelli, nel quale interpreta Baldassarre e Caifa.

Non ha mai abbandonato il teatro, anzi. Lasciato il Cinema lo ha calcato con una certa frequenza. E’ stato in scena nel 1978 con Enrico Montesano, in un classico del teatro romanesco come Rugantino, dove recitava la parte di Gnecco. Nel 1985 era con Corrado Pani in “Una burla riuscita“. Nel 1987 fu protagonista, con Didi Perego, di “Marina“. Nel 1992 ha recitato in “Pazza di Tom Topor” al fianco di Ottavia Piccolo.

È stato il sir John Falstaff ne “Le allegre comari di Windsor“, nel 1997. Quattro anni dopo ha interpretato il ruolo di Osio di Cordova, consigliere dell’imperatore Costantino, nello spettacolo “Costantino“. Nel 2003, infine, ha recitato nello spettacolo “Sapienza di Rosvita“, per la regia di Roberto Biselli.

In generale, gli ultimi lavori sia al cinema che in televisione risalgono al 2008, un anno prima della morte, rispettivamente con “Chi nasce tondo“, regia di Alessandro Valori, e “Il sangue e la rosa“, regia di Salvatore Samperi e Luciano Odorisi.

Grande doppiatore

Il suo particolare timbro della voce ha fatto sì che diventasse anche un richiestissimo doppiatore. Su tutti, ha doppiato Bud Spencer, in quasi tutte le sue interpretazioni. Perfino quando i film riprendevano suoi cloni, come nel caso del duo Simone e Matteo.

Tra i grandi del Cinema americano, si ricorda il doppiaggio frequente di Charles Bronson, James Coburn, Danny Glover, Tony Burton. E poi Lee Marvin, Anthony Quinn, Omar Sharif, Rock Hudson, Dick Van Dyke, Gene Hackman, O gei Simpson, Sidney puatié, Scion Conneri, Walter Matthau, John Wayne.

Ha prestato poi la voce ad Arnold Schwarzenegger nelle due pellicole di fantascienza che lo hanno fatto diventare una icona anni 80: Terminator e Predator. E proprio un doppiaggio al mitico Arnold, gli è valso un premio nel 1995: “Leggio d’oro miglior interpretazione maschile dell’anno” per il doppiaggio del suo personaggio Harry Tasker, nel film di spionaggio “Triu lais“. Uscito l’anno prima.

Altri doppiaggi hanno riguardato telefilm molto popolari tra cui “Twin Pics” e “La signora in giallo“, nonché tantissimi film d’animazione Disney. Il primo fu “La carica dei centouno” (1961), mentre l’ultimo è stato “Uno zoo in fuga” (2006). Ha doppiato anche il personaggio Morbo nella serie animata Futurama.

La morte

Glauco Onorato è morto a Roma, presso l’ospedale San Camillo, il 31 dicembre 2009. Aveva 73 anni e da tempo lottava contro una malattia.

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