Facebook compie 20 anni: il Social che ha distrutto la nostra privacy

Facebook compie 20 anni: il Social che ha distrutto la nostra privacy

Il 4 febbraio 2004 nasceva Facebook nata per caso: co-fondatore fu l’attuale Patron Mark Zuckerberg. Ecco come ha cambiato le nostre vite.

Il 4 febbraio 2004 nasceva Facebook. Come tante scoperte rivoluzionarie, anche questa è nata per caso: co-fondatore fu l’attuale Patron Mark Zuckerberg, insieme ad altri colleghi (che poi gli faranno causa per il mancato riconoscimento), quando era ancora studente ad Harvard.

Gli studenti crearono un gioco chiamato The Facebook, che metteva a confronto i volti di due studenti, che gli altri dell’Università dovevano divertirsi a scegliere (la storia è ben raccontata nel film The Social Network, del quale abbiamo parlato qui).

Da lì a poco si allargherà ad altre università americane per poi avere la diffusione mondiale che conosciamo.

L’anno decisivo sarà il 2008, quando entrerà in Europa, e anche in Italia. Crescendo fino a superare i 3 miliardi di utenti attuali, che potrebbero essere ancora di più se in un bacino di utenza vasto come la Cina non fosse bandito.

La storia di Facebook

A parte le origini prima menzionate, c’è da dire che Facebook ha cambiato radicalmente le nostre vite, lanciando ufficialmente “la vita messa in una vetrina virtuale“, nella quale esponiamo il nostro quotidiano: dai viaggi alle uscite con gli amici passando per gite fuori porta fino allo shopping o a una semplice sbarbata. Sebbene lo scopo iniziale fosse quello di mettere in contatto le persone con amici e parenti persi di vista, magari anche geolocalizzati dall’altra parte del Mondo.

Oggi Facebook però è profondamente cambiato. Si tratta di un autentico sistema planetario virtuale che dal 2021 si chiama Meta e di cui il vecchio Social è solo un Pianeta. Insieme a Messenger acquisita nel 2011, Instagram comprata nel 2012 e WhatsApp nel 2014. Di recente ha lanciato anche Threads, molto simile a Twitter, Social che in Italia non è in realtà mai esploso e che ha cambiato il nome in X.

Snobbata dagli Under 30, ormai presi più da Social come TikTok e Twich, che lo vedono come roba da boomer. Inoltre, è più un aggregatore di notizie o vetrina, sì, ma per chi ha un attività da promuovere (da un negozio a un blog fino a un’attività professionale, ecc.). E viene sempre meno usato per condividere il proprio privato, ruolo ormai delegato soprattutto a Instagram. Mentre per la messaggistica si preferisce WhatsApp. Tutto sommato però sempre nell’orbita Meta, quindi Zuckerberg in un modo o nell’altro c’è sempre.

Da alcuni anni Facebook ha anche introdotto degli algoritmi che decidono cosa ci interessa davvero e che censurano contenuti ritenuti “scomodi“. Tanto che molti stanno usando Telegram per condividere determinati contenuti.

Quale futuro?

In futuro punterà sempre più sull’Intelligenza artificiale, come già sta facendo da un po’, tra investimenti in dispositivi come gli occhiali Oculus e in spazi virtuali come il Metaverso (la scelta del nome Meta non è stata casuale).

Come spiega ad Ansa Vincenzo Cosenza, esperto di social media:

Nei prossimi anni Facebook cambierà per effetto dell’introduzione di funzioni di Intelligenza artificiale generativa. Molti post saranno creati con l’aiuto dell’IA e avremo bot che saranno al nostro servizio

Insomma, Facebook ha abbattuto il muro della privacy definitivamente (si pensi anche allo scandalo Cambridge Analytica). Abituandoci a non avere più difese.

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