Firenze, la destra ‘patriottica’ candida un tedesco a Sindaco: doppio paradosso

Firenze, la destra ‘patriottica’ candida un tedesco a Sindaco: doppio paradosso

Eike Schmidt è stato per 8 anni direttore del Museo degli Uffizi di Firenze e conosce bene la città e il Rinascimento.

Firenze potrebbe avere un sindaco tedesco dal 2024. Sarebbe il primo caso di un Primo cittadino straniero a guidare un’importante città italiana da quando c’è il voto diretto, il 1993.

Si tratta di Eike Schmidt, direttore del museo degli Uffizi per 8 anni e fresco di nomina a direttore del Museo del Reale Bosco di Capodimonte (uno dei più belli di Napoli, come descritto qui). E a candidarlo, udite udite, proprio il centro-destra.

Se ne parla da novembre e la candidatura ufficiale dovrebbe arrivare a gennaio. Schmidt non ha smentito e anzi è entusiasta della cosa. Ha pure ottenuto la cittadinanza italiana. Ma la candidatura è paradossale per due motivi.

Eike Schmidt candidato sindaco di Firenze: perché è un doppio paradosso

Perché parliamo di doppio paradosso? In quanto il centro-destra si riempie la bocca di slogan come Patria, Nazione, Orgoglio nazionale, ecc. ma poi non ha trovato un candidato italiano da proporre a Firenze. Dove da anni ci prova Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia ad affermarsi, ma si sa che la città fiesole sia “rossa“. Pertanto, vuole affidarsi a un “Papa straniero“. Un umiliante segnale di resa.

Ma c’è un secondo paradosso: il fatto che questo candidato venga proprio da quella Germania tanto criticata quando la Meloni è stata all’opposizione in questi 12 anni. Accusata, nella persona della Merkel, pure della caduta dell’ultimo governo Berlusconi, nel 2011. E di aver imposto un’austerity che ci ha strangolato.

Come riporta La Nazione, la candidatura è arrivata proprio su proposta di Donzelli, approvata da Forza Italia e dalla Lega. Partiti non certo teneri rispetto alla Germania, ma tant’è.

Eike Schmidt chi è

Come riporta Wikipedia, Eike Dieter Schmidt è nato a Friburgo in Brisgovia, il 22 aprile 1968.

Dopo la Laurea in arte moderna e medievale all’Università di Heidelberg, negli anni novanta grazie a una borsa di studio Erasmus è stato ricercatore presso l’Università di Bologna prima e a Firenze poi, presso il Kunsthistorisches Institut in Florenz.

Si è poi trasferito negli Usa, dove ha avuto vari incarichi, diventando anche direttore del dipartimento di Scultura e Arti Decorative, responsabile per l’Europa, presso la casa d’aste Sotheby’s di Londra.

Nel 2009 ha ottenuto il dottorato di ricerca all’Università di Heidelberg, con una tesi su La collezione medicea di sculture in avorio nel Cinque e Seicento. E’ stato poi nominato direttore del dipartimento di Scultura, Arti Decorative e Tessuti del Minneapolis Institute of Art, dove ha progettato e curato numerose mostre e creato il settore di Arti Ebraiche.

Nel 2013 è tornato a Firenze per curare la mostra sulla scultura barocca in avorio a Palazzo Pitti, il cui titolo era “Diafane passioni“.

Dopo l’incarico come membro della Commissione di Valutazione per la Fiera Internazionale dell’Antiquariato TEFAF di Maastricht, è stato nominato Direttore delle Gallerie degli Uffizi, inseguito alla decisione dell’allora Ministro Franceschini di aprire la direzione dei musei italiani a personalità straniere.

Nei primi 4 anni di nomina si è distinto per la ristrutturazione amministrativa e gestionale del nuovo Museo, nato dalla fusione della Galleria degli Uffizi, della Galleria Palatina, dei Musei di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli.

Durante questo incarico, è stato nominato professore onorario della Humboldt-Universität di Berlino.

Nel 2019 ha portato avanti la campagna per la restituzione all’Italia e all’istituto da lui diretto delle opere sottratte dalle truppe tedesche sul finire della seconda guerra mondiale, concentrandosi in particolar modo sul caso del Vaso di fiori del pittore olandese Jan van Huysum, restituito all’Italia di fatto il 19 luglio dello stesso anno.

Dopo il rinnovo della nomina agli Uffizi, è stato nominato diretto del museo di Capodimonte.

E’ anche un prolifico scrittore, avendo prodotto oltre 200 pubblicazioni scientifiche, soprattutto sul tema Barocco e Rinascimento.

Ha sposato un’italiana, la storica dell’arte Roberta Bartoli, conosciuta durante gli studi universitari a Firenze.

Insomma, al netto dei paradossi di questa destra che si contraddice continuamente, conosce molto bene Firenze.

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Pubblicato da Carlo Brigante

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