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‘Italia paese più sicuro del Mondo’: il Governo Meloni si gongola sui dati del Viminale, ma la percezione è altra

I dati sulla sicurezza del Ministero degli interni ci parla di una Italia sicura. Ma è davvero così? La percezione è un’altra.

Eravate coscienti di vivere nel paese più sicuro del Mondo? Già, perché stando ai dati del Viminale (alias il Ministero degli interni), ma soprattutto, alle parole del titolare di questo Dicastero per il Governo Meloni, Matteo Piantedosi, è proprio così.

Peccato che la percezione dei cittadini sia ben altra. Basta chiedere a chi vive nelle periferie, a chi vive costantemente nella paura quando i propri figli escono la sera, alle ragazze che da sole devono frequentare in una metropolitana o una stazione quando fa buio, a chi teme ogni volta di subire un furto nella propria abitazione o che gli venga sottratta l’auto, a chi vive nel centro storico e a ogni weekend affronta gli sconquassi della malamovida.

Forse, il vero problema, sta nel fatto che al Governo Meloni, essendo di destra e sbandieratore di valori come sicurezza e fermezza, interessi soprattutto che i malfattori siano presi e puniti. Ma non di costruire una prevenzione basata sulla cultura e sul sociale.

La scuola va allo scatafascio, le famiglie non offrono più il primo avamposto per costruire i cittadini di domani. La società non offre più modelli positivi da cui prendere spunto.

Dati del Ministero degli interni sulla sicurezza

Ma vediamoli questi sorprendenti dati sulla sicurezza in Italia:

la delittuosità generale nei primi sei mesi dell’anno ha fatto registrare una contrazione del 10%, passando dai 1.186.268 reati dello stesso periodo del 2025 ai 1.068.240 del 2026. Una flessione che interessa trasversalmente le principali fattispecie criminose: gli omicidi volontari calano del 15,3% (138 casi), i furti diminuiscono dell’11,4% (437.800 episodi) e le rapine scendono del 12,3%.

Un dato di particolare rilievo riguarda la diminuzione dei femminicidi e degli omicidi con vittime di sesso femminile, attestatisi a quota 34 con una riduzione del 37%. Sul fronte del contrasto alla violenza di genere, crescono del 10,7% gli ammonimenti del questore, spinti in particolare dall’aumento dei provvedimenti per violenza domestica.

Tra l’ottobre del 2022 e la fine di giugno del 2026 sono stati complessivamente rimpatriati 254 soggetti ritenuti pericolosi, tra radicalizzati ed estremisti, con un’accelerazione registrata proprio nel primo semestre del 2026. Significativi anche i dati relativi al controllo delle infrastrutture critiche, dove si rileva una diminuzione dei cyberattacchi, e all’attività di sgombero delle occupazioni abusive di edilizia residenziale pubblica, che ha visto liberare oltre seimila alloggi nel corso del quadriennio di riferimento.

Anche la gestione delle aree urbane sensibili e dei nodi di scambio ha beneficiato di un presidio rafforzato, in particolare nelle stazioni ferroviarie, dove i controlli straordinari hanno permesso di identificare milioni di persone e di incrementare il sequestro di sostanze stupefacenti e armi.

Sul versante dell’immigrazione e delle frontiere, il dossier registra un aumento del 47% delle domande di protezione internazionale esaminate e una costante attività di monitoraggio lungo i confini terrestri, a conferma di un approccio strutturato volto a coniugare la tutela dell’ordine pubblico con la legalità e la sicurezza dei cittadini.

Ogni volta, in queste occasioni, torna in mente la canzone cantata da Ombretta Colli

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