Croazia aderisce a Euro: un altro agnello sacrificato sull’altare

Croazia aderisce a Euro: un altro agnello sacrificato sull’altare

Da oggi, primo gennaio 2023, la Croazia entra a far parte dell’Euro. Ma era già un membro dell’Unione europea dal 2013.

Il paese ha raggiunto l’indipendenza nel 1991, dopo la dissoluzione dell’ex repubblica socialista della Jugoslavia. Dissoluzione che, come noto, ha portato anche diversi conflitti nel corso degli anni ’90.

La Croazia è da un ventennio meta turistica particolarmente gradita dagli italiani per i prezzi particolarmente vantaggiosi a cospetto di località paradisiache. Il tutto, a una distanza relativamente breve. Sebbene i prezzi siano costantemente cresciuti nell’ultimo decennio. Il che ha portato diversi italiani ad optare per mete ugualmente belle e vicine, come per esempio l’Albania.

Tutto sommato, però, i costi di una vacanza in Croazia restano comunque inferiori rispetto ad altre località italiane della stessa sponda adriatica, come Nord Est, Romagna e Puglia.

Detto ciò, l’adesione della Croazia all’Euro, se da un lato porta dei vantaggi soprattutto commerciali per una maggiore libertà di movimentazione delle merci ai confini, rischia però di rovinare il paese rispetto ai sacrifici che sarà chiamato a fare. Come già visto per la Grecia o se si confronta l’economia della Finlandia, che ha adottato l’Euro, rispetto agli altri paesi scandinavi (ne abbiamo parlato qui)

Croazia aderisce a Euro: cosa cambia

Come spiega il sito della Banca d’Italia, il 12 luglio scorso il Consiglio dell’Unione europea ha approvato l’adesione della Croazia, fissando il tasso di conversione della kuna croata a 7,53450 kuna per 1 euro.

Le due monete potranno comunque ancora circolare insieme per due settimane, sia sotto forma di banconote che di monete. Poi dal 15 gennaio le banconote e le monete in euro diventano le uniche ad avere corso legale. Inoltre, i prezzi dei beni e dei servizi saranno riportati sia in euro sia in kune fino al 31 dicembre 2023.

Dunque per i croati ci saranno tempi più ristretti per abituarsi, visto che in Italia la doppia circolazione durò fino al 28 febbraio 2002, quindi 2 mesi. Ad onor del vero, la popolazione croata è molto più ridotta, inferiore ai 4 milioni di abitanti.

Banca d’Italia fa anche sapere che il cambio delle banconote in valuta croata sarà possibile a titolo gratuito presso le Filiali di Ancona, Milano, Roma Sede, Trieste e Venezia per un importo massimo di 8.000 kune (HRK).

Dunque, per gli italiani (e per gli altri cittadini dell’Eurozona) che si recheranno da oggi in Croazia non sarà più necessario fare il cambio. Molto probabilmente però, la cattiva notizia è che i prezzi aumenteranno ulteriormente per quanti si recheranno lì per le vacanze o per motivi lavorativi..

Con adesione a Euro e Schengen circolazione di persone e merci più libera con Croazia

Come spiega Rsi, la Croazia aderirà non solo all’Euro ma anche al trattato di Schengen, che libera maggiormente la circolazione di persone e merci tra i paesi aderenti.

Ciò significa dunque che dal primo gennaio 2023 saranno aboliti tutti i controlli ai confini terrestri con la Slovenia e l’Ungheria, e quelli marittimi con l’Italia. Mentre per il traffico aereo si dovrà aspettare fino al 26 marzo, quando scatterà l’orario di volo estivo. In totale saranno soppressi 73 valichi di confine terrestri e 12 nei porti marittimi.

La situazione si presenta particolarmente vantaggiosa soprattutto per il mercato ittico, dove l’Italia ha un ottimo scambio con la Croazia, soprattutto con la vicina Istria.

Più preoccupante è invece la situazione lungo il confine con la Bosnia-Erzegovina, la Serbia e il Montenegro. Per un totale quasi 1’350 chilometri, dove già nei giorni scorsi sono state registrate lunghissime code per l’ingresso nel paese con la bandiera a scacchi.

Economia croata in crescita, ma ancora incerta

Come riporta Wikipedia, l’economia croata si basa prevalentemente sul terziario e sull’industria leggera. Il turismo riveste un’importanza crescente negli anni. Il paese ha abbracciato un’economia liberista, in controtendenza con quella comunista che ha regnato fino agli anni ’80. Tuttavia, la transizione anche qui è stata drammatica, con alti tassi di disoccupazione e povertà dilagante.

Il paese soffre a causa del deficit della bilancia commerciale e del debito pubblico, ma comunque negli ultimi anni ha registrato una interessante crescita del Pil. Occorrerà capire cosa accadrà con l’adesione all’Euro, un salto nel vuoto che può fare molto male. Soprattutto per quanti provengono da situazioni economiche precarie. Chiedere ai paesi mediterranei dell’Ue, noi compresi.

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