Covid-19 e vaccini: intervista alla Dottoressa Scoppio

Covid-19 e vaccini: intervista alla Dottoressa Scoppio

Introduzione

Il Covid-19 è stato creato in laboratorio? Il Lockdown tra marzo e aprile è servito davvero? La vaccinazione di massa è giusta? Il Green pass è stato uno strumento politico o sanitario? Il Covid-19 comporterà in futuro nuove restrizioni?

Sono queste, e sicuramente tante altre, le domande che molti italiani si stanno ponendo. Almeno si spera.

Proviamo a dare un piccolo contributo al dibattito intervistando la dottoressa Francesca Silvana Scoppio, medico internista presso la ASL di Bari. La quale, peraltro, già da tempo pubblica interessanti commenti sul tema ai nostri articoli.

Intervista alla Dottoressa Silvana Scoppio sul Covid-19

Gentile dottoressa Scoppio, innanzitutto grazie per il tempo che ci sta dedicando. Partiamo dalle origini, nel vero senso della parola. Cosa ne pensa dell’ipotesi relativa al Covid-19 creato in laboratorio? E’ plausibile?

L’ipotesi paventata già da Luc Montagnier (e non ho motivo per dubitarne) è che il virus creato sia una chimera, quindi un insieme eterogeneo di artefatti di altri virus elaborati in laboratorio. Non dimentichiamoci che è possibile stanti le conoscenze moderne creare microrganismi attraverso ricombinazioni geniche che possiedono caratteristiche a volte perfino utili per l’uomo. Ad esempio ci sono batteri nei quali è stato inserito il gene per la produzione dell’insulina, che questi inconsapevolmente producono a vantaggio dei diabetici, ma le possibilità sono molto numerose.

Secondo lei il lockdown imposto dal governo tra marzo e maggio 2020 è stato una scelta giusta?

La quarantena di due anni fa aveva sortito degli evidenti benefici non solo numerici ma soprattutto in termini di contenimento dell’iniziale epidemia. Secondo me si doveva insistere con la cautela senza dover necessariamente arrivare alle vaccinazioni e alle restrizioni sociali. Ricordo che proprio nell’estate del 2020 le statistiche parlavano di un virus in evidente ritirata tanto che ad esempio, non furono necessarie come poi successo dal dicembre dello stesso anno le attivazioni di misure sanitarie straordinarie come le USCA, le guardie mediche del Covid, o le riaperture degli ospedali solo per pazienti Covid.

Cosa ne pensa della vaccinazione in corso?

La vaccinazione in corso se tale la possiamo definire, non ha avuto gli effetti sperati, e infatti non ha ridotto i contagi né tanto meno i malati. Il vaccino infatti è a tutt’oggi e lo sarà ancora per il prossimo anno una sperimentazione, le cui somme si tireranno a posteriori ma che già evidenziano un totale fallimento della campagna vaccinale stanti i casi di persone con doppia o tripla vaccinazione finite loro malgrado in ospedale con sintomi più o meno gravi, cosa questa che per gli altri vaccini in campo da decenni non si è mai verificata.

Quale idea si è fatta sul Green pass? E’ stato uno strumento utile?

Il green pass è stato e continua ancora ad esserlo, non già uno strumento sanitario, ma uno strumento di controllo politico verso coloro i quali non hanno voluto piegarsi al diktat quasi dittatoriale da parte del governo. Se al posto dell’attuale presidente del consiglio ci fosse stato uno dei tanti manager di qualche casa farmaceutica, avrei capita la pressante premura di vendere un prodotto a tutti i costi per ottenerne lautissimi guadagni, ma vedere la stessa solerzia da parte dei governanti mi fa nascere dei legittimi sospetti sui rapporti fra questi (non solo italiani) e i consigli d’amministrazione di quella che viene definita Big Pharma, e pormi la domanda: chi comanda per davvero?

Secondo lei dopo l’estate torneremo a fare i conti con Covid-19 e restrizioni?

Come ho detto prima l’arrivo della bella stagione e dei suoi benefici raggi ultravioletti, porterà alla scomparsa non solo delle malattie delle alte vie respiratorie, come avviene da sempre del resto, ma anche alla notevole riduzione della carica virale circolante, in quanto i virus che com’è noto sono dei parassiti endogeni obbligati, quindi sopravvivono solo grazie al nostro metabolismo, una volta espulsi nell’ambiente tendono a deteriorarsi in breve tempo e a scomparire. Se avessimo dei politici interessati al nostro bene, a settembre non starei a contare i contagiati e a costringere milioni di persone ad eseguire un test molto criticabile solo per tenere alta una guardia contro un nemico che naturalmente vedrà ridursi il suo campo d’azione patologico a favore di una auspicabile e logica convivenza con le persone, ma siccome temo che gli interessi in gioco siano molto alti la partita non si chiuderà a breve, salvo conflitti militari (che mi auguro cessino al più presto). Ciò che predico è una sana prudenza per il futuro.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

Una risposta a “Covid-19 e vaccini: intervista alla Dottoressa Scoppio”

  1. Credo che la misura degli effetti della vaccinazione a tappeto che è stata fatta, li vedremo negli anni a venire. È stata chiaramente voluta da chiamamole, influenze esterne, visto che hanno vaccinato persone fuori dal target del virus. Purtroppo anche i bambini. La storia ci dirà quanto è stato sbagliato dai nostri governanti. Come al solito, il suo giudizio imparziale, giungerà a danni fatti. Intanto chi si è potuto arricchire lo avrà fatto. E noi saremo sicuramente troppo manipolati e condizionati, per capirlo. Ho già visto nelle nuove generazioni, l’effetto dell’involuzione culturale prodotto da questo periodo infausto. Ci aspetta un futuro distopico. Per colpa di troppe persone che non sono state in grado di pensare e opporsi a questo piano che nasconde una sicura regia da parte di figure che si muovono nell’ombra, ma neanche tanto…

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