BANDA LARGA IN CAMPANIA, SOLITE PROMESSE DAL 2007

BANDA LARGA IN CAMPANIA, SOLITE PROMESSE DAL 2007

IL GOVERNATORE CALDORO HA PROMESSO LA RIDUZIONE DEL DIGITAL DIVIDE TRA LE PROVINCE CAMPANE. MA SE NE PARLA DA 5 ANNI
La Campania, tra le varie cose, è molto indietro anche per quanto concerne la diffusione di internet veloce. E’ dal 2007 che chi governa questa Regione promette la diffusione della banda larga. Ma poi, puntualmente, non se ne fa nulla; con molti territori ancora per niente o scarsamente coperti dalla rete. Ultimo annuncio giunge dall’attuale Governatore Stefano Caldoro. Sarà la volta buona?

L’ULTIMO ANNUNCIO – Gli interventi per lo sviluppo della banda larga e ultra larga sono stati presentati da Antonio Catricalà, viceministro per le Comunicazioni, e Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania. L’annuncio è di quelli impegnativi: «Entro il 2015 la Campania sarà cablata per il 99% del suo territorio, colmando così il gap relativo a internet veloce». Catricalà ha sottolineato che, attraverso questi progetti, si gettano «le basi delle autostrade del futuro», evidenziando come la Campania «sarà la prima Regione sul digitale». Caldoro ha parlato di «servizio al cittadino» e di «questione di equità perchè con questi interventi saranno raggiunti tutti». Poi, sicuro, cinguetta su Twitter: «Su banda larga ottimo gioco squadra. Impegnati tutti assessori. A lavoro per app Regione Campania».
NEL 2007 – Sarà la volta buona? Va concesso il beneficio del dubbio perché dell’incessante al lupo al lupo governativo sulla banda larga si ha notizia sin dal 12 febbraio 2007. Fu l’allora l’assessore regionale all’Innovazione Teresa Armato (giunta Bassolino bis) a firmare a Benevento con ben due ministri – Linda Lanzillotta e Gino Nicolais – un protocollo d’intenti per lo sviluppo della banda larga in Campania. «La Regione – sentenziò la Armato – è impegnata nel programma di diffusione della larga banda su tutto il territorio». Entro il 2010 web veloce per tutti i campani, assicuravano i nostri amministratori. Ma la connessione è rimasta piuttosto lenta.
NEL 2009 – E allora la giunta Bassolino, nel 2009, torna alla carica. «Servizi di banda larga in aree regionali» si intitolava il decreto del marzo di quell’anno, con tanto di pubblicazione sul Burc del bando sulla banda larga.
NEL 2010 – Passa un altro anno e Palazzo Santa Lucia, che nel frattempo ha cambiato bandiera da centrosinistra a centrodestra, ci ritenta. Il 9 dicembre 2010 la Regione comunica che «sta definendo gli interventi finalizzati all’ampliamento dell’attuale copertura di servizi in banda larga». In via di definizione, dunque.
NEL 2011 – Ma nel luglio 2011, tappa intermedia, ecco la Conferenza regionale delle autonomie locali della Campania che dà solennemente il via libera «ad uno dei grandi progetti della giunta Caldoro». Quale? «Banda larga e sviluppo digitale», è chiaro. «La Giunta regionale – sottolineò l’assessore Pasquale Sommese – investe su questo progetto 300 milioni di euro, di cui 150 a valere sul Fondo europeo di sviluppo».
Passeremo finalmente dalla Campania felix alla Campania Matrix? Vedremo. Nel frattempo, come direbbe Totò: “arrangiatevi!”

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