Allarme fertilizzanti: le sanzioni contro la Russia mettono a rischio molti prodotti

Allarme fertilizzanti: le sanzioni contro la Russia mettono a rischio molti prodotti

Il rifiuto del gas dalla Russia e della potassa dalla Bielorussia sta costringendo l’UE a chiudere i suoi impianti di produzione: a oggi già 50.

Il presidente di Assofertilizzanti-Federchimica, Giovanni Toffoli, nel settembre 2022 aveva già lanciato un vero e proprio allarme relativo allo scenario prossimo non solo del comparto dell’agrochimica, ma anche dell’intero settore agroalimentare italiano ed europeo:

In questi mesi in tanti a proposito dell’escalation dei costi energetici hanno usato l’espressione “tempesta perfetta». Ho l’impressione che la vera tempesta perfetta sia quella che deve ancora arrivare. Oggi stiamo scontando una forte riduzione della produzione di fertilizzanti in Europa con incremento dei prezzi e della dipendenza dall’estero

Ma poiché i fertilizzanti sono alla base della produzione agricola, nel giro di pochi mesi questo paradigma si potrebbe trasferire a valle con un sensibile ridimensionamento della produzione agroalimentare, un nuovo rialzo dei prezzi e dell’inflazione, un massiccio ricorso alle importazioni e, soprattutto, un impatto diretto sul bilancio delle famiglie

A pesare il fatto che l’industria dei fertilizzanti soffra di una doppia dipendenza dal gas che alimenta il processo produttivo ma che è anche materia prima per la produzione dei fertilizzanti agricoli.

Per questo gli incrementi medi del 300% dei prezzi del gas in pochi mesi hanno spinto molte industrie europee del settore a ridurre, se non a bloccare, la produzione. Sono una ventina i siti temporaneamente chiusi.

Il che, come vedremo, va ovviamente a discapito del consumatore finale, che rischia di non trovare più molti prodotti.

La crisi dell’azienda norvegese Yara

Come riporta IlSole24Ore, la multinazionale norvegese dei fertilizzanti minerali Yara International, uno dei leader mondiali del comparto, a luglio 2022 ha chiuso il proprio impianto a Ferrara, in Italia, per la seconda volta quest’anno. In primavera, aveva stoppato lo stabilimento di Le Havre in Francia.

Da gennaio, Yara ha prodotto il 15% in meno di ammoniaca in Europa rispetto al 2021 e ha appena annunciato che ridurrà ulteriormente la propria produzione in Europa.

Nel Vecchio Continente il gruppo ha portato a solo il 35% la capacità di produzione di ammoniaca. Ulteriori tagli produttivi sono stati attuati agli impianti di Sluiskil (Paesi Bassi) e Tertre (Belgio). Con queste misure, Yara stima a 3,1 milioni di tonnellate di ammoniaca e 4 milioni di tonnellate di prodotti finiti le riduzioni in atto rispetto alla capacità produttiva annua in Europa.

Fertilizzanti, crisi anche per Azoty e Basf

Crisi anche per il primo produttore polacco Azoty, il quale ha annunciato che avrebbe sospeso il 90% della propria produzione di ammoniaca e anche il primo produttore lituano Achema ha annunciato la chiusura del suo impianto.

Il colosso tedesco Basf aveva annunciato che avrebbe chiuso l’impianto di Ludwigshafen se le forniture di gas caleranno sotto il 50% per un periodo prolungato.

Come riporta Maurizio Blondet che ha rilanciato un tweet, in Europa a oggi sono stati chiusi almeno 50 impianti di produzione di fertilizzanti secondo un rapporto del Mitsubishi UFJ Financial Group (un importante gruppo finanziario tra i primi dieci al mondo). La produzione di fertilizzanti nell’UE è diventata completamente non redditizia a causa dei prezzi del gas. Il 75% del costo del fertilizzante azotato è il costo del gas.

Il rifiuto del gas a buon mercato dalla Russia e della potassa a buon mercato dalla Bielorussia sta costringendo l’UE a chiudere i suoi impianti di produzione, che in passato rifornivano tutta l’agricoltura europea. La produzione di fertilizzanti in Europa è quasi completamente interrotta, il che alla fine costringerà l’Europa ad acquistare fertilizzanti o cereali già nel 2024.

Come il gas incide sui fertilizzanti

Sempre Toffoli ha spiegato perché il gas è fondamentale per la produzione di fertilizzanti:

La principale categoria di fertilizzanti è quella degli azotati che sono anche quelli più colpiti dai rincari del gas. L’azoto di sintesi rappresenta il 65-70% dei fertilizzanti utilizzati in agricoltura e proviene dall’ammoniaca, NH3 dalla quale utilizzando il gas si elimina il carbonio e si aggiunge azoto. Senza gas, o con il gas a questi prezzi, e senza tubazioni e rigassificatori per importarlo da Paesi diversi dalla Russia non ci sono molte alternative. L’unica è ridurre i dazi sull’import di fertilizzanti perché converrebbe di più importarli che produrli

L’Italia, compresi gli impianti di multinazionali straniere che operano nel nostro paese è autosufficiente al 50% circa per i fertilizzanti. Ma il 100% delle materie prime per produrli è importata dall’estero

Le soluzioni sarebbero la diversificazione dell’approvvigionamento di gas e nuove tecnologie. Se sul primo abbiamo trovato nuovi partner, è anche vero che si tratta di paesi dall’equilibrio politico molto fragile e che non garantiscono continuità nelle forniture. Inoltre, la qualità del gas russo è nettamente superiore al loro (ne abbiamo parlato qui).

Quanto ai secondi servono ricerca e tentativi e occorrerà tempo. Ma la produzione agricola non può aspettare.

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Pubblicato da Vito Andolini

Appassionato di geopolitica e politica nazionale.

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