A pochi giorni dai festeggiamenti per il suo quarto anno di mandato, il che lo porta ad essere l’esecutivo italiano più longevo nella storia della Repubblica italiana, il Governo Meloni deve fare i conti con una Italia stremata che sciopera e protesta. Lontana da quella immagine da “mulino bianco” che quotidianamente i mass-media ci restituiscono circa la situazione socio-economica del nostro Paese.
Oltretutto – a conferma che i primi 5 canali su 6 del telecomando (eccetto Raitre, rimasto ancora tendenzialmente di sinistra nonostante le varie defezioni) costituiscano una univoca Tele Meloni – il fatto che il Tg1 abbia parlato tra le prime notizie di esteri, Papa, Mattarella. A sminuire quanto è accaduto nelle piazze e in strada.
Se portuali e autotrasportatori cominciano a muoversi, non ci saranno manganelli che terranno.
I tanti scioperi del 16 ottobre
Qualcosa comincia a muoversi. Censura a parte, infatti, hanno scioperato la scuola (studenti, docenti, personale ATA), gli autotrasportatori e alcune compagnie aeree come EasyJet. Peraltro, la situazione aerei è stata aggravata da un guasto tecnico ai sistemi di comunicazione e informatici.
Aggiungiamoci poi gli scioperi da Nord a Sud dei dipendenti di piccole e grandi aziende,pronte a chiudere e spostare la produzione dove più conviene.
Certo, non si può parlare di corto circuito tra cittadini e Governo. Tuttavia, una parte del paese è sofferente e quotidianamente fa i conti con una realtà molto diversa da quella che vogliono farci credere. Disarmante però anche la situazione in cui versano le opposizioni.
Inutile però discutere su destra e sinistra. Da anni l’agenda del governo la scrivono a Bruxelles.